«Movida a Jesolo, un mostro che ha arricchito tanti ora sfuggito di mano»

Venerino Santin (Lega) replica al sindaco che aveva accusato il Carroccio di polemiche sterili su piazza Mazzini

JESOLO

Sicurezza a Jesolo, la Lega invoca una ragionamento complessivo con tutte le forze politiche. Il segretario Alberto Carli accoglie la proposta del sindaco, Valerio Zoggia, di discutere per cercare le soluzioni già a fine estate. Ma la lettera aperta del sindaco che aveva nel mirino il consigliere comunale e albergatore, Venerino Santin, per le proteste sulla gestione di piazza Mazzini, testimonia che l’ascia di guerra tra i due non è ancora dissotterata. Zoggia lo ha criticato molto per le posizioni assunte in questi mesi contro l’amministrazione dopo le violenze in piazza e lo spaccio dilagante.

«Non ho nessun timore a ribadire, e tanto meno temo di essere smentito», dice Santin, «che questa amministrazione abbia molto da farsi perdonare riguardo al problema di piazza Mazzini e zone limitrofe, mentre vedo che non ha alcun dubbio quando si tratta di attaccarmi personalmente. Per anni con l’assenso di tutti i vertici si è pensato che negando ripetutamente la gravità della situazione questa potesse essere nascosta», prosegue, «questo a casa mia si chiama connivenza. Mala movida, microcriminalità e spaccio vanno a braccetto e i giovani che ne sono inevitabilmente attratti sono le vittime principali. Questa a casa mia si chiama responsabilità morale e ricade su tutti i vertici di questa amministrazione".

"Non avete esitato negli anni a mettere in atto azioni intimidatorie vere e proprie contro chi abbia provato ad opporsi a questa deriva delinquenziale che ha una sua lunga storia e che spiega come mai nulla sia stato fatto per combatterla. Ricordo, a proposito, una paventata azione legale milionaria del Comune contro chi aveva firmato una petizione contro la mala movida. Effettivamente quelle intimidazioni ebbero il loro effetto», conclude, «e non biasimo chi allora si è tirato indietro perché temeva di essere rovinato da coloro i quali avrebbero invece dovuto tutelarlo. Con il plauso naturalmente dell’associazione Ascom qui presente, che non posso dimenticare, ha goduto delle intimidazioni nei confronti di tutti i 700 firmatari di quella famosa petizione. Anche se poi hanno aggiustato il tiro prendendo di mira solo il sottoscritto».

Per Santin, è stato creato «un mostro e ora che questo mostro è sfuggito di mano ed è diventato incontrollabile provano a dare soluzioni incredibili quanto irrealizzabili e a dire poco bizzarre, perché esso possa comunque a dispetto di ogni logica e buon senso continuare a prosperare e a far prosperare ed arricchire chi su di esso ha basato la propria fortuna economica». —



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