È morto Giorgio Crovato, storico di Venezia: «Un grande amore per la città»
Aveva 74 anni e per quattro anni aveva combattuto contro una grave malattia. Ex dirigente della Cassa di Risparmio di Venezia, studioso della storia lagunare e segretario dell’Ateneo Veneto, lascia un’importante eredità di libri e ricerche

Serio, scrupoloso, sempre sorridente. Con una grande voglia di vivere e dare un contributo alla sua amata città. La resistenza e la forza d’animo non sono bastate a fermare la malattia, con cui ha coraggiosamente convissuto per quattro anni. Giorgio Crovato se n’è andato ieri, assistito in casa dalla moglie Paola e dai figli Jacopo e Mattia. Aveva 74 anni.
Tanti i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia e al fratello gemello Maurizio, giornalista di fama, con cui era legato da un grande affetto.
Giorgio era un grande studioso delle vicende veneziane, uno storico formatosi sul campo dopo tanti di onorata carriera al vertice della Cassa di Risparmio di Venezia. Aveva vissuto con un po’ di sofferenza le grandi fusioni degli istituti bancari degli anni Novanta. E dopo due anni di lavoro e di ricerca aveva dato alle stampe il volume sul patrimonio della Carive. Inventario mai fatto prima di tutti i beni culturali, quadri, argenti, preziosi, tappeti, di proprietà dell’istituto di credito. «In quel modo» dice il fratello, «ha evitato che il patrimonio veneziano finisse a Torino o a Milano, nelle nuove sedi delle banche».
Giorgio amava la sua laguna, aveva organizzato negli anni Settanta con il fratello Maurizio la grande mostra sulle isole abbandonate, poi riunita in un libro che aveva valso loro il premio di “Veneziani dell’anno” della Settemari, nel 1978.
Negli ultimi anni si erano moltiplicate le pubblicazioni sulla storia di Venezia per la collana di Mario Isnenghi. Saggi sulle tradizioni e sulle isole, la voga e le tradizioni popolari, Burano e Murano. L’ultimo presentato solo qualche mese fa alla Scuola Granda di San Teodoro strapiena di gente e di applausi.
Giorgio è stato per anni anche il segretario dell’Ateneo Veneto, organizzava convegni e giornate di studio per il prestigioso istituto culturale. Il sindaco Simone Venturini ha espresso il suo cordoglio. «Un esempio di amore per Venezia» scrive, «espresso attraverso la ricerca e la cura della sua memoria. Come Comune troveremo il modo di ricordarlo e di far conoscere il suo lavoro anche alle nuove generazioni». Lo ricorda con grande affetto anche l’ex sindaco, Luigi Brugnaro.
Una presenza costante in tutte le iniziative culturali sulla memoria di Venezia. E sul mondo della voga, che aveva contribuito a divulgare anche qui con il volume “Regate e Regatanti scritto insieme a Maurizio. Due facce della stessa curiosità e dello stesso amore per le tradizioni veneziane. Maurizio il più svelto e vivace, Giorgio lo studioso.
Raccontano che a scuola spesso era proprio Giorgio a offrirsi per le interrogazioni, al posto del fratello meno voglioso di studiare. Non è mai entrato in politica, anche se 11 anni fa Brugnaro si era interessato al suo profilo di “civico”. “No, non fa per me”, aveva risposto con garbo, “piuttosto candida mio fratello Maurizio”.
A Santi Apostoli e a Cannaregio, dove abitava da sempre con la famiglia, Giorgio era conosciuto e stimato per la sua gentilezza e il suo carattere mite.
Fino a qualche settimane fa lo si vedeva in Strada Nuova, entusiasta per il suo ultimo lavoro sulla storia della città. Poi la malattia, una forma rara e terribile di tumore, ha avuto il sopravvento. Giorgio è rimasto a casa, riceveva i fratelli e pochi amici. Sorrideva. I funerali sabato mattina nella chiesa dei Santi Apostoli, la sua parrocchia.
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