Sms alla ex minacciando di suicidarsi e cinque anni di inferno: 40enne in carcere
L’uomo, residente nella zona di Mirano, era agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico ma ha violato la misura per continuare con le minacce verso la donna con cui la relazione si era chiusa nel 2021

I carabinieri di Mirano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 40enne del posto. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Venezia, rappresenta un aggravamento della misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, a cui l’uomo era già sottoposto dal 31 gennaio scorso per presunte gravi minacce nei confronti dell’ex compagna.
L’indagato è ritenuto responsabile della violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria. Il provvedimento restrittivo è l’esito di un’attività d’indagine avviata a seguito della denuncia-querela presentata dalla donna presso la caserma dei Carabinieri di Mirano nel mese di gennaio.
La vittima ha riferito che dal 2021, anno in cui la relazione sentimentale è terminata, l’uomo avrebbe messo in atto una serie di comportamenti intimidatori e minacciosi nei suoi confronti, episodi che sono stati nel tempo regolarmente denunciati.
L’ultimo episodio risale alla fine di gennaio, quando la donna ha ricevuto numerosi messaggi dal 40enne, alcuni dei quali contenenti minacce di morte. Tra questi, uno riportava l’immagine di un cappio accompagnata dalla scritta “ora mi uccido”.
Messaggi analoghi sono stati inviati anche a un’altra donna, con la quale l’uomo aveva intrapreso una relazione sentimentale. Preoccupata per i contenuti e per i presunti intenti suicidari del 40enne, la donna ha richiesto l’intervento dei carabinieri, che sono prontamente intervenuti.
Per tali fatti, l’uomo era stato inizialmente sottoposto agli arresti domiciliari. Tuttavia, secondo quanto emerso, avrebbe violato la misura cautelare allontanandosi dall’abitazione per compiere ulteriori atti intimidatori nei confronti dell’ex compagna, oltre a danneggiarle l’autovettura.
Considerata la reiterazione delle condotte minacciose e l’ostinazione dimostrata dall’indagato, nonché la necessità di prevenire ulteriori episodi a tutela della parte offesa, l’Autorità giudiziaria ha ritenuto necessario disporre l’aggravamento della misura cautelare con la custodia in carcere.
Al termine delle formalità di rito, il 40enne è stato condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
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