Pedonalizzazione di via San Pio X a Mestre, Marotta: «Complicato, ma sarebbe bello»

Il presidente della municipalità di Mestre: «L’idea di un plexiglass al posto dell’asfalto che permetta di vedere i reperti sotterranei è affascinante. Ma occorre parlarne in maggioranza»

Mitia Chiarin
La cisterna medioevale scoperta durante i lavori in via San Pio X
La cisterna medioevale scoperta durante i lavori in via San Pio X

«Pedonalizzare via San Pio X? Valuteremo. Quella strada è già una Zona a traffico limitato. Certo, l’idea di un plexiglass al posto dell’asfalto che permetta di vedere i reperti sotterranei è affascinante. Ma occorre parlarne in maggioranza, con serietà».

Gennaro Marotta, presidente per il centrodestra della Municipalità di Mestre Carpenedo è cauto. L’assessore Maika Canton precisa: «Attendiamo i risultati delle indagini della Soprintendenza. Parlare ora è prematuro». Ma la idea di Roberto Stevanato, presidente del Centro Studi storici, lanciata dalle pagine del nostro giornale, conta da subito tantissimi estimatori, favorevoli ad una pedonalizzazione per questo pezzo del centro di Mestre, il cuore storico.

Via San Pio X è già una Ztl, ospita la torre civica e l’ex scuola De Amicis, incrocia via Palazzo.

Dietro sta nascendo il giardino delle mura, nato per valorizzare i resti trovati dopo i cantieri del vecchio Piruea di Cel-Ana. Oggi solo un passaggio pedonale.

Sotto terra, lo sanno tutti, vi sono i resti del castello di Mestre medievale. E nell’area dell’ex Umberto I quelli del Castelvecchio. A due passi da via San Pio X vi è la chiesa di via San Girolamo, la più antica della città. E dietro c’è il famoso Torresino.

Anche il gruppo di “Mestre mia“ trova la proposta interessante. Favorevole, ma dopo uno studio sulla mobilità, Maria Laura Faccini di Progetto Comune. E tanti sognano di vedere visibili i resti sotterranei, emersi da uno scavo di Italgas. Si tratta di un pozzo cisterna di probabile periodo medievale su cui indaga la Soprintendenza veneziana.

«L’ipotesi di pedonalizzazione di via Pio X è suggestiva e può rappresentare una soluzione interessante per ripensare il centro della città. A settembre sarà necessario avviare un confronto con l’Ufficio Mobilità del Comune, per capire quali ricadute potrebbe avere questa scelta, in particolare sui residenti, che dovranno essere adeguatamente tutelati, e sul trasporto pubblico», dice il consigliere comunale Dem Emanuele Rosteghin.

«Il ritrovamento degli ultimi reperti riapre una questione importante: la necessità di individuare un luogo capace di raccontare e valorizzare la storia della città. Da sempre abbiamo sostenuto l’idea di un museo della storia di Mestre, individuando nell’ex De Amicis uno spazio per questo progetto. Serve parlarne con una visione complessiva e con il coinvolgimento dei cittadini», dice.

 

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