Lo scolaro punito fa un esposto
Rifiuta il balletto a scuola e adesso, dopo il 4 alla verifica di educazione fisica, lo studente di una scuola media di San Donà vuole giustizia. Nonostante i 13 anni di età, ha un carattere forte e personalità. Fermo nelle sue decisioni ora sta per presentare un esposto al Ministero della Pubblica istruzione per segnalare il caso scoppiato nella scuola e che inevitabilmente ha fatto discutere. Sembra che anche altri compagni abbiano vissuto la stessa esperienza, quindi il voto bassissimo, dopo il rifiuto di partecipare alla coreografia di un ballo nelle ore di educazione fisica, programmata in vista di un evento in piazza Indipendenza domenica 23 nel giorno internazionale contro la violenza sulle donne.
Una manifestazione cui ha aderito anche il Comune e che lo scorso anno si è già tenuta con successo, come ha precisato l'assessore ai servizi sociali Cinzia Murer, la quale, in sintonia con il preside della scuola, ha scandito che tutti gli studenti della città e del territorio che vi parteciperanno lo faranno in modo volontario.
Molti studenti invece hanno detto ai genitori che vi sono state pressioni degli insegnanti per farli ballare. Il preside ha escluso tutto questo, ricordando che la partecipazione al flash mob è volontaria e che il voto basso in educazione fisica non è collegato all'evento.
Serafico il commento dei genitori, contattati dopo l'episodio, che però non intendono entrare nell'argomento: «Sono bagatelle scolastiche, che il ragazzo ha la maturità per risolversi da solo. È dotato di sufficiente senso dell'onore e delle istituzioni, difficile da spaventare con minacce o ritorsioni e disposto a tutto pur di veder tutelata la verità. Non ha gradito quelle che ritiene essere ingiuste accuse e ha detto che sta redigendo un esposto al ministero. Un' esperienza interessante che lo aiuterà a crescere e a capire come funziona il mondo». (g.ca.)
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








