«L’infarto l’ha colto a -10 metri Il respiratore era penzoloni»

Stefano Bagarotto, di Marcon era a maggiore profondità al momento della tragedia «Non consola sapere che è  morto come avrebbe voluto»
F.d.w.

Fabio aveva praticamente appena iniziato l’immersione, quando ha avuto il malore. Era a dieci metri di profondità, che per un sub della sua esperienza era come «avere appena messo i piedi in acqua».

Ma non c’è stato nulla da fare, nonostante l’abbiano recuperato subito, mentre andava a fondo.

«Aveva ancora la bombola completamente piena, ma il respiratore a penzoloni», racconta l’amico e collega Stefano Bagarotto, veneziano di Marcon, che faceva parte dell’immersione di gruppo.

Erano partiti per la vacanza insieme, come insieme lavoravano da anni come istruttori sub per la Tek Mnemonic Academy a Treviso.

«Era il primo giorno di ferie, doveva essere un’immersione felice», raccontava ieri sera tra le lacrime, «non riesco a smettere di piangere, con la moglie abbiamo appena avvertito le figlie. È una tragedia immensa, inaspettata. È una magra consolazione dire che Fabio, se avesse potuto, avrebbe scelto di morire così: nella sua acqua».

Bagarotto è ancora scosso, e non potrebbe essere altrimenti: era sceso in profondità prima dell’amico accompagnando altre due persone; il percorso dell’immersione era lo stesso per tutti ma ci si muoveva a gruppi.

Tutto è successo mentre lui era giù, quando è risalito Bagarotto si è trovato davanti un gommone diverso da quello con cui erano partiti e altre persone.

«Non capivo» racconta, «ma avevo intuito fosse successo qualcosa. Quando sono salito a bordo e mi hanno detto quel che era successo a Fabio...Fossi stato con lui, sarei finito in camera iperbarica pur di provare a portarlo su, ma non c’ero, ed è uno strazio».

Bagarotto prosegue: «Insieme abbiamo fatto immersioni importanti, molto più profonde di oggi, ma l’ambiente non c’entra.. è stato un maledetto infarto» dice tra le lacrime, «Fabio era una persona splendida, un amico, un grand’uomo e un grande professionista, poche volte si ha la fortuna di affiancarsi a persone così, la sua perdita mi distrugge».—





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