Le Università Ca’ Foscari e Iuav studiano gli effetti del clima su Venezia

VENEZIA. Ca’ Foscari e Iuav studieranno in modo più approfondito gli effetti dei cambiamenti climatici che riguarderanno Venezia e l’area metropolitana, in particolare riguardo all’innalzamento dei mari che mette la città a rischio di acque alte eccezionali sempre più frequenti, come quella del 12 novembre, arrivata a un metro e 87 centimetri, la seconda di sempre.
Per quanto riguarda Ca’ Foscari, il Dipartimento di Scienze Ambientali, nel quadro del Programma di Ricerca “Venezia 2021”, avviato con il Corila, il Consorzio per il coordinamento delle ricerche sul sistema lagunare, ha avviato una ricerca con borsa di studio sull’«Analisi di pericolosità in relazione a potenziali scenari di cambiamento climatico per la città Metropolitana di Venezia e la sua laguna».
L’obiettivo della ricerca è lo sviluppo di indicatori di pericolosità per poter prevedere eventi estremi che potrebbero colpire Venezia e la sua laguna in futuro. La pericolosità consiste nella probabilità che un dato evento (portatore o causa di effetti negativi per l’uomo e il suo ambiente) si verifichi in una data area in un determinato intervallo di tempo. Si tratta pertanto di stabilire quali “segnali” ambientali possano mettere in allarme in vista appunto di fenomeni climatici estremi nell’area lagunare, come appunto acque alte eccezionali, ma anche, ad esempio trombe d’aria.
L’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione ambientale, ha già elaborato cinque indicatori nazionali di rischio per frane e alluvioni relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali. Ca’ Foscari punta anche alla creazione di modelli di tipo informatico che possano servire appunto a prefigurare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’area veneziana. Il responsabile della ricerca e dell’assegnazione della borsa di studio è il professor Adriano Sfriso, ordinario di Ecologia degli ambienti costieri a Ca’ Foscari.
Di diverso tipo ma sempre legata ai cambiamenti climatici e ai suoi effetti su Venezia soprattutto per quanto riguarda le alte maree è anche la borsa di studio di ricerca avviata dall’Iuav, con responsabile scientifico il professor Enrico Fontanari, docente di Progettazione urbanistica e del paesaggio. L’oggetto della ricerca è la «Difesa e riqualificazione del patrimonio urbano e paesaggistico minacciato dalle inondazioni: Venezia, Vietnam e Paraguay».
Al centro della ricerca è in questo caso la capacità di adattamento e di modellazione dell’ambiente naturale e della stessa città da parre di Venezia nei secoli, anche se ora i cambiamenti climatici in atto rendono tutto più difficile.
Lo Iuav punta ora a “esportare” questo patrimonio di conoscenze in altri Paesi con cui ha già stipulato degli accordi di collaborazione in campo scientifico e didattico e che hanno anch’essi, come Venezia, il problema delle periodiche inondazioni. Si tratta in particolare del Vietnam con la laguna di Hue e Ho Chin Minh City con l’ambiente palustre del delta del Mekong e il Paraguay, con le esondazioni del Rio Paranà.
Lo Iuav punta appunto a riproporre alcuni degli interventi che Venezia nel tempo ha adottato per preservare la sua laguna, in questi habitat simili. Lo Iuav intanto si offre anche per aiutare i veneziani a compilare le domande di indennizzo per i residenti a Venezia colpiti dall'acqua alta: moduli da compilare, dati, valutazione dei danni subiti dagli edifici e tempi molto stretti.
Grazie a un accordo con Confindustria Venezia, che offrirà la copertura economica, e con il Commissario delegato per la gestione dell’emergenza, l’ateneo mette a disposizione un gruppo di 15 tirocinanti che collaboreranno, anche direttamente con i cittadini, alla quantificazione dei danni e alla compilazione dei moduli per la richiesta di risarcimento.
Il rettore Alberto Ferlenga e il tutor didattico Piercarlo Romagnoni hanno illustrato il progetto agli studenti dei corsi magistrali in architettura che potranno candidarsi per svolgere un tirocinio formativo di 250 ore (con il riconoscimento, al termine, di 10 crediti universitari), finalizzato prevalentemente alla ricognizione e stima dei danni nel contesto dell’emergenza causata dall'acqua alta, ma come forma di consulenza e supporto ai cittadini.
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