Tuffi dal ponte Baden Powell, l’allarme del sindaco di Chioggia: «Non è un gioco»

A Chioggia giovani si tuffano dal ponte Baden Powell nel canale navigabile. Il sindaco Mauro Armelao lancia l’allarme e annuncia controlli della polizia locale

Daniele Zennaro
Tuffi dal ponte a Chioggia
Tuffi dal ponte a Chioggia

Tuffi pericolosi dal ponte Baden Powell, il ponte di legno che attraversa il Lusenzo e unisce Borgo San Giovanni a Sottomarina, all’altezza del palasport Veronese. E per scoraggiare i giovani tuffatori – tutti ragazzi giovanissimi – interviene il sindaco Mauro Armelao, che li invita a riflettere per evitare tragiche conseguenze.

I tuffi dall’alto di un ponte e le nuotate in canale non sono certo una novità per i chioggiotti, che vivono in un città circondata dall’acqua. Un tempo ci si tuffava dai ponti lungo il canal Vena ed i più ardimentosi addirittura sceglievano il ponte di Vigo. Oppure, i ragazzi si radunavano sul ponte del Musichiere o sul vecchio ponte di ferro pedonale che attraversava il canal Lombardo e univa il centro storico con l’isola dei Saloni. Non solo ma, sempre in canale, andava bene anche l’albero di qualche peschereccio per provare l’ebrezza di un tuffo dall’alto. Chiaramente il pericolo per questo genere di cose è sempre dietro l’angolo e con le vie d’acqua sempre più trafficate di motoscafi che viaggiano a velocità sostenute, il rischio di sbattere è molto alto.

Non solo, ma per certe altezze – come quella del ponte Baden Powell – servirebbero dei fondali più profondi, per non correre il rischio proprio di sbattere la testa sul letto del canale o trovare qualche ostacolo sommerso invisibile dalla superficie. Va poi anche ribadito che proprio nella zona del Baden Powell c’è il collettore di raccordo della rete fognaria che non contribuisce certo a rendere l’acqua più pulita.

Così il sindaco Mauro Armelao ha lanciato un appello ai ragazzi protagonisti dei tuffi e ai loro genitori. «Continuano», spiega, «i tuffi sul ponte Baden Powell, a Borgo San Giovanni, direttamente dentro un canale navigabile, dove transitano anche imbarcazioni. Non è una bravata, non è un gioco. È un comportamento irresponsabile e pericoloso. Un’imbarcazione può arrivare in qualsiasi momento».

«Chi si tuffa potrebbe non essere visto, potrebbe essere travolto o colpire qualcosa sott’acqua. Bastano pochi secondi per trasformare una bravata in una tragedia. Per questo rivolgo un appello anche ai genitori: se non comprendono il pericolo, è compito degli adulti intervenire. Ho già interessato la polizia locale, che effettuerà i controlli. Non voglio che ci si debba fermare, dopo una disgrazia, una sola giornata a piangere una giovane vita spezzata, chiedendoci come sia potuto accadere. Non aspettiamo che succeda. Cari ragazzi, ve dico con franchezza: pensate alla vostra vita, ai vostri genitori, agli amici e a tutte le persone che vi vogliono bene. Volete tuffarvi? Andate al mare».

Basterà come deterrente per evitare che vi possano essere ancora tuffi pericolosi dal ponte Baden Powell? Si vedrà. La speranza che il richiamo delle istituzioni, unito ad eventuali controlli possa davvero servire.

 

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