L’aut aut di Marchi sulla ferrovia: «O si fa il progetto o noi lasciamo»

TESSERA. «O si realizza l’ultimo progetto, che per noi è confermato ed è in fase avanzata, compreso il cappio e la stazione passante oppure non si fa nulla». È secca la reazione del presidente del gruppo Save, Enrico Marchi, alle notizie diffuse da un quotidiano locale sulla decisione di cambiare il progetto del collegamento ferroviario per l’aeroporto Marco Polo di Tessera.
In un vertice tra tecnici del governo e di Ferrovie si sarebbe deciso per una nuova soluzione: niente cappio, una stazione di testa e a doppio binario per il collegamento ferroviario con la linea Venezia-Trieste. Indiscrezione che non trova al momento conferme immediate sia negli ambienti veneziani di Ferrovie che presso gli enti coinvolti. Al Comune di Venezia, che punta alla fermata intermedia “stadio” nei terreni dove nascerà il nuovo impianto sportivo del calcio Venezia, nessuno è stato informato. E manco Save dice di sapere.
«Non ne sappiamo nulla», taglia corto Enrico Marchi, da noi contattato telefonicamente, «anzi la settimana scorsa ci sono stati contatti tra i nostri tecnici, Ferrovie e Enac e per noi il progetto è confermato. Ora la prossima settimana verificheremo con i tecnici queste notizie che circolano. Ricordo che l’attuale progetto sostituisce quello precedente che costava troppo. E quindi mi sento di dire che o si realizza questo progetto o non si fa niente. Anzi, pochi giorni fa ho incontrato il comitato olimpico per le olimpiadi a Cortina del 2026 e mi sono sbilanciato assicurando che l’opera sarebbe stata pronta nel 2025 con cantieri al via dal 2023. Se queste voci saranno confermate allora sarà evidente che con questo governo non si realizza più nulla», dice il presidente della società di gestione dello scalo aeroportuale. La polemica con il governo giallo-verde, insomma, è subito servita.
«Con il progetto attuale si sta procedendo bene», continua Marchi. «Non uso il passato perché questa opera per me è confermata. E risulta essere una priorità anche dal recente confronto con il ministero delle infrastrutture. Se parliamo di alta velocità intendiamo dei treni veloci che collegano all’aeroporto e realizzare una stazione di testa non ha alcun senso. Per noi la questione è una sola: o si va avanti con questo progetto che è in fase avanzata di progettazione oppure ne prenderemo atto che in questo paese non si può più realizzare nulla». Nessun commento dai parlamentari leghisti. Sul fronte cinque stelle è evidente che l’aeroporto è sotto la lente del gruppo di Di Maio e Toninelli. Da voci romane emergerebbe anche un interesse del ministro Toninelli al taglio dei costi dell’opera. Eliminando la soluzione a cappio, con la stazione interrata del treno sotto l’aerostazione del Marco Polo, che diventa di testa e non più di transito, si perderebbero pochi minuti ma in compenso si risparmierebbero milioni di euro rispetto ai 400 necessari all’opera.
Il Cipe nel 2005 aveva approvato il progetto preliminare. Su un tracciato di circa 8 km, più di 2 sono in trincea e 4 in galleria. La progettazione da parte di Italferr è stata interamente finanziata, per 14 milioni, nel contratto di programma per gli investimenti siglato da Rfi e ministero delle Infrastrutture nel 2015. Finora il tema che aveva scatenato polemiche non era la realizzazione del cappio a Tessera ma lo svincolo di colllegamento con la linea ferroviaria Venezia-Trieste, che rischia di isolare un gruppo di abitazioni nella periferica frazione di Dese. —
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