L’analisi degli addetti al soccorso stradale «Con la crisi tutti corrono come matti»
FOSSALTA DI PORTOGRUARO
Stefano Pischiutta, dipendente della Costantin Soccorso Stradale, da una vita lavora nel tratto di autostrada A4 compreso tra le uscite di Latisana e Portogruaro. Ne ha viste di tutti i colori. Ieri mattina, chiamato dalle forze dell’ordine, si è recato sul luogo dell’ennesimo disastro. L’angoscia è sempre la stessa: il cuore raggiunge i 100 battiti. I suoi occhi, hanno visto infinite tragedie. «Questa è ancora più inaccettabile», spiega, «perché avvenuta nel tratto più sicuro dell’autostrada, quello dotato già di tre corsie. Resta ancora molto da fare per la sicurezza». Con la crisi economica provocata dalla pandemia, sembrano essere cambiate anche la abitudini degli automobilisti e dei camionista che percorrono l’A4. «Da lunedì a mercoledì il traffico è molto tranquillo. Ma da mercoledì a venerdì scatta l’allarme rosso. I guidatori sono molto più aggressivi alla guida, procedono a velocità particolarmente sostenute, come se avessero fretta. Questo con l’autostrada a 2 corsie prima non succedeva. È come se dovessero fare il maggior numero di consegne nel minor tempo possibile. L’incidente di Alvisopoli è molto triste. L’autista deceduto ha visto la morte in faccia», conclude, «si è accorto di andare forte, ha frenato per mettersi in salvo, ma non è servito».
Tra coloro che intervengono in autostrada dopo gli incidenti mortali ci sono anche gli addetti delle onoranze funebri. Uno dei più esperti del Portogruarese è Pietro Peresson, titolare della ditta Dal Mas. «Io e i miei dipendenti nel corso degli anni abbiamo recuperato almeno una ventina di salme, in poco meno di 5 anni», racconta, «ed è sempre una pena. Penso che la maggior parte di queste persone avrebbe potuto salvarsi, se non si fosse distratta. In A4 si muore perché ci si distrae, guardando il telefonino oppure osservando il panorama. Basta un attimo perché questa autostrada non perdona». —
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