Lacrime sulla bara bianca per l’addio a Nicolò Omar

L'abbraccio della città al piccolo Nicolò Omar Sartori, spirato a 5 anni a causa di una grave polmonite che lo ha stroncato ancora bambino. Ad attendere la piccola bara bianca, seguita dalla mamma Ketty, il papà Leispaldo e il fratellino di 13 anni, Matteo, una folla di persone che ha assistito alla cerimonia ieri pomeriggio. Non solo amici e parenti, ma anche tanti sandonatesi che non conoscevano la famiglia, ma hanno voluto partecipare alla messa officiata da don Matteo per un saluto commosso e sincero della città al bambino.
Il sacerdote ha accolto la famiglia con un tenero abbraccio, un bacio, prima di iniziare il rito funebre. L'arrivo del piccolo all'ingresso del Duomo è stato struggente. «Siamo qui per aiutare la famiglia», ha detto il prelato dall'altare, davanti a quelle navate gremite di persone in preghiera, «per stare loro vicini in questo addio difficile». In chiesa, i vertici dell'Atvo, azienda di trasporti del Veneto Orientale, dove il papà lavora come autista, quindi i tanti colleghi che non hanno voluto lasciarlo solo.
All'ingresso del duomo erano in fila i bambini dell'asilo di Nicolò Omar che tenevano in mano un fiore assieme alle maestre. Sono arrivati tanti cuoricini disegnati e riposti dall'impresa funebre "Zanini" sulla piccola bara bianca che ha commosso un'intera città.
Tante donne, mamme, hanno pianto al suo arrivo. Avrebbero voluto tenerlo in braccio e proteggerlo come fosse loro figlio. La folla incredula nel vedere un bambino così piccolo lasciare questa vita. Il bambino aveva sofferto fin dalla nascita di una malformazione cardiaca che era riuscito a superare grazie alle cure premurose di papà e mamma. Martedì scorso è stato colto da un malore seguito al rigurgito di acidi gastrici che hanno raggiunto i polmoni scatenando una grave polmonite. Dall'ospedale di San Donà è stato trasferito d'urgenza all'ospedale pediatrico Burlo Garofalo di Trieste. I sanitari triestini lo hanno assistito fino all'utimo, quando purtroppo il suo cuore ha cessato di battere davanti ai genitori disperati, ma estremamente composti nel loro immenso dolore. Sarà cremato, tumulato accanto allo zio Omar, da cui aveva preso il nome, morto in un grave incidente stradale a 27 anni, quindi al nonno Pietro. Una famiglia rispettata e conosciuta che è già stata provata da questi lutti e che adesso cercherà di guardare faticosamente avanti dopo l'ultimo addio a Nicolò Omar.
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