La pace con Pagan costa 200 mila euro
Trovato l'accordo con il Casinò, all'ex direttore anche la presidenza di Federgioco

Carlo Pagan ex direttore del Casinò con Belen Rodriguez mentre taglia una torta durante una festa
Pace fatta tra l'ex direttore del Casinò Carlo Pagan e Ca' Vendramin Calergi. Una pace ottenuta grazie a un accordo economico che, a fronte dell'iniziale richiesta di circa 700 mila euro come buonuscita avanzata un anno fa da Pagan, si sarebbe infine assestato su 200 mila euro, ai quali si è aggiunta la nomina a presidente della Federgioco (la federazione che riunisce i quattro Casinò d'Italia) decisa ieri in laguna dall'assemblea dei soci.
Si è chiuso, così, il tormentato contenzioso tra Ca' Vendramin Calergi e Pagan, che nel maggio dell'anno scorso - poco dopo l'insediamento della nuova giunta Orsoni - lasciò all'improvviso la direzione del Casinò per assumere l'incarico di amministratore delegato a Campione. Una vicenda in cui entrambe le parti sentivano di aver subìto un torto. Il Casinò stigmatizzò che l'addio anticipato di Pagan aveva causato problemi alla Casa da gioco e che il suo accordo con Campione d'Italia avrebbe potuto essere stato raggiunto già in precedenza. Secondo l'ex direttore, invece, la Casa da gioco poteva benissimo aver preso contatto con il suo successore (che poi fu Vittorio Ravà) quando lui era ancora in carica e che proprio questa, in realtà, sarebbe stata una delle ragioni del suo addio anticipato. Entrambe le parti, quindi, pretendevano un risarcimento. Il Casinò per il danno subìto e Pagan per la buonuscita che gli spettava, pari a tre anni di stipendio, quindi circa 700 mila euro. Intorno a questa cifra si sono mossi cautamente gli avvocati arrivando infine a un accordo che sembra aver soddisfatto tutti. Chiudendo su 200 mila euro, Ca' Vendramin Calergi avrebbe risparmiato mezzo milione. Al bonifico, si è aggiunta ieri la nomina a presidente della Federgioco nel cui consiglio direttivo sono stati eletti anche (in rappresentanza del Casinò veneziano) Vittorio Ravà e Stefano Suilvestri. Nessun commento dal diretto interessato. «E' un segnale della ricreata pace» dice asciutto Pagan. La vicenda, infatti, provocò un piccolo terremoto portando anche alla decadenza del Consiglio della Venezia Marketing & Eventi, dove Pagan era consigliere, poi dimessosi e prima ancora revocato dall'allora presidente della casa da gioco Mauro Pizzigati. Ai ferri cortissimi con quello che era stato un uomo di fiducia, Comune e Casinò avevano valutato la possibilità di un'azione legale di risarcimento nei suoi confronti. Ma poi gli avvocati hanno scelto la via della mediazione arrivando all'accordo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia
Leggi anche
Video








