La ong Mediterranea chiede di confrontarsi con i pescatori clodiensi

Daniele Zennaro
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 01.03.2021.- Imbarcazione MEDITERRANEA, MARE JONIO. Isola della Certosa.
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 01.03.2021.- Imbarcazione MEDITERRANEA, MARE JONIO. Isola della Certosa.

iniziativa solidale

Chioggia Accoglie incontra Mediterranea, l’organizzazione no profit che si occupa del salvataggio in mare dei migranti. A Chioggia è in corso il rimessaggio, ai cantieri Ballarin, della Mare Ionio, impegnata dal 2018 nella rotta migratoria tra la Libia e l’Italia. Chioggia Accoglie, con i referenti Stefano Ranzato e Barbara Penzo, assieme all’assessore alle Politiche sociali in rappresentanza dell’amministrazione comunale, Angelo Bariga, ha incontrato, nella Sala dei Lampadari del palazzo comunale, Beppe Caccia e Luca Casarini che hanno raccontato della loro esperienza in mare a salvare vite umane. Chioggia città di mare, città di pescatori e come tale sa che cosa significhi salvare una vita.

«Noi», ha detto Casarini, «ci rifacciamo a quella che da sempre è la legge del mare, che è una legge per la vita. Nessuno deve essere lasciato morire in mare, un modello di vita che viene proprio dalla tradizione marinara. E proprio per questo mi piacerebbe un giorno poter incontrare la vostra marineria, i vostri pescatori, che fanno un duro lavoro ma pieno di umanità, per trasmettere loro quelle sensazioni che abbiamo noi ma che i pescatori di sicuro già conoscono. Perché se poi purtroppo non è più normale salvare vite in mare, dobbiamo davvero preoccuparci. Non esiste sacrificare la vita di una persona per una qualche ragione. Perché se passa questo principio, poi vale per tutto. Un grande Paese si può definire tale quando si occupa dei più poveri, di chi è più in difficoltà».

E Chioggia Accoglie si fa promotrice di un possibile incontro, ma soprattutto del supporto a terra dell’attività di Mediterranea che presto tornerà in quel tratto di mare così martoriato che è diventato il cimitero per 50 mila persone. I costi sono tanti (100 mila euro al mese), ma i volontari non mancano, come ha ribadito Beppe Caccia, per una missione che ha come unico scopo il salvataggio di vite umane. —

DANIELE ZENNARO

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