La mappa del degrado Censiti sessanta edifici

Da via della Pila all’ex Montedison, passando per edifici disabitati ovunque Il lavoro di vigili e uffici del Sociale nel primo anno di attuazione del piano Oculus
Di Mitia Chiarin

Sono oramai una sessantina gli immobili dismessi o abbandonati censiti dalla Polizia municipale di Venezia con il progetto Oculus, presentato a marzo di quest’anno, e avviato nel 2011.

Il lavoro di mappatura a marzo aveva prodotto questi risultati: cinquantadue luoghi individuati, 16 aree verdi, 36 edifici frequentati da almeno 250 sbandati. Il lavoro di controllo e verifica è proseguito e oggi i luoghi mappati sono una sessantina, spiega Gianni Franzoi, responsabile del servizio Sicurezza urbana della Polizia Municipale che segue il progetto assieme alla sezione di Mestre guidata da Stefano Gianolla e al comando dei vigili. Spiega il vicecomandante Gianni Paganin: «Significativa e all’inizio inattesa è la partecipazione dei proprietari delle aree che di fatto anche loro subiscono le occupazioni abusive delle loro proprietà e svolgono, quando vengono informati e contattati, un ruolo di cittadinanza attiva, assieme ai cittadini che segnalano varie situazioni e casi».

Oramai il novanta per cento delle aree censite sono sgomberate con gli accessi murati e l’uso di reti elettrosaldate, dicono dalla Municipale.

Molti gli interventi di sgombero recenti: il più importante è quello in via della Pila vicino al cavalcavia di Mestre mentre ora molti reclamano lo sgombero nell’ex cral Montedison di via Fratelli Bandiera, centrale di spaccio cittadino che allarma tutti. Si è intervenuti anche in rampa Commercio, sopra il cavalcavia, per murare il vecchio bar. Ci sono edifici abbandonati usati come bivacco un pochino ovunque in centro, attorno alla stazione: in piazza XXVII Ottobre (Ex magazzini Da Re), in via Ca’ Marcello (ex Dogana). Ingressi illegali anche agli ex uffici della Provincia o alla Vempa. O ancora agli ex magazzini Coin di via Bissuola.

Altri sono in recupero (vedi palazzo Breda in via Torre Belfredo)mentre in via Mestrina si attende ancora il definitivo abbattimento del rudere di via Sarpi. I principali esempi di recupero sono due: l’abbattimento dell’ex “albergo dei disperati” di via Trento, demolito completamente. E poi i lavori nella grande area dell’ex deposito Actv di via Torino, oggi una spianata di terra bonificata prima del via ai cantieri.

La lotta al degrado viene portata avanti con un gruppo di lavoro stabile, che valuta le segnalazioni, organizza verifiche, contatta e scrive ai proprietari per farli intervenire. E che organizza gli sgomberi. Il progetto Oculus coinvolge anche le Politiche sociali. Spesso chi bivacca è abusivo ma anche vittima di sfruttamento. All’ex Umberto I con gli arresti di mercoledì se ne è avuta prova evidente.

Una lotta quotidiana, comunque, perché a volte quegli spazi vengono rioccupati e la trafila dello sgombero deve ripartire. Ma la qualità del vivere in città passan anche di qui.

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