Inaugurato il volo Venezia-Lussino: la rinascita a cent’anni dalla prima volta
Sabato 16 giugno il decollo dell’idrovolante Cessna 206 dall’aeroporto Nicelli. L’evento fa parte del programma de L’ammiraglia 2026

Decolla dall'aeroporto Nicelli il volo inaugurale Venezia-Lussino, un secolo dopo il primo collegamento effettuato dagli idrovolanti della Sisa, la Società Italiana Servizi Aerei dei fratelli Cosulich, che dal Lido contribuirono a scrivere una pagina importante della storia aeronautica e dei trasporti dell'Adriatico.
Un ponte tra storia, impresa e cooperazione europea nell'Adriatico che dal Lido di Venezia ricuce una prassi lo scorso secolo in voga tra Italia e Croazia. Poco dopo le 16 di oggi, 13 giugno, l'idrovolante Cessna 206 della compagnia Aelia, che all'Aeroporto Nicelli di Venezia ha la scuola di volo, è partito dalla pista in erba per raggiungere in poco più di un'ora Lussinpiccolo.
A bordo dell'idrovolante Cessna 206, anfibio e unico in Italia oggi abilitato ai voli commerciali, hanno viaggiato Raffaele Ambruoso, amministratore delegato dell'Aeroporto Nicelli, fondato nel 1926, e i due fratelli Ivano e Astello Bielo, imprenditori di Chioggia da anni impegnati nello sviluppo delle relazioni economiche e marittime dell'area adriatica. In cabina di pilotaggio, Sandro Castelnovo.
L'evento destinato a unire memoria, innovazione e visione europea è uno degli appuntamenti simbolo del programma de L'Ammiraglia 2026, la manifestazione velica europea promossa da Yacht Club Venezia e da Europa Adriatica Nordest: tredici barche, di cui undici in regata, sono partite per mare giovedì, l'11, destinazione Lussino con tappa a Rovigno.
Il volo commemorativo assume un forte valore simbolico, riportando l'idrovolante sulle rotte che un secolo fa favorirono la connessione tra territori e comunità dell'Alto Adriatico. Oggi quella stessa rotta torna a rappresentare un'occasione di incontro e collaborazione tra Venezia, l'Istria e il Quarnero, nel segno della mobilità sostenibile, della cultura e della cooperazione europea.
Vittorio Baroni, origini dalmate e fondatore di Europa Adriatica Nord Est, rievoca il celebre storico motto della Repubblica di Serenissima "Par tera e par mar", aggiungendo "par cielo". «L'obiettivo è ripristinate i collegamenti fino al 2002 esistenti via acqua tra le due coste e istituirne di nuovi via terra, con auto elettriche, per cui la città di Rovigno ha già espresso massima disponibilità».
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








