La gondola ricoperta dell’oro di Murano

VENEZIA. In una tesa dell’Arsenale Militare, tra gli antichi macchinari per realizzare le corde, sta per essere ultimata una gondola, con tanto di felze, ricoperta di vetro di Murano. La speranza è che, una volta realizzata, si trovi uno spazio aperto al pubblico per esporla e ammirarla. Gli autori aspirerebbero al Museo Navale. Il punto è che, nonostante sia stata restaurata e sia in tutto e per tutto una gondola, è anche un’opera d’arte, decorata seguendo un proprio gusto personale e quindi diversa dagli oggetti contenuti nelle classiche collezioni. Rimane quindi aperto l’interrogativo sul destino della gondola di vetro, nata dalle mani dell’artigiano Giorgio Affabris, del presidente della Remiera Francescana Paolo Bullo e del gondoliere Vittorio Orio, già famoso per i suoi viaggi in solitaria, per esempio attraversando la Manica.
«È un sogno poter realizzare una gondola con il vetro di Murano», racconta Affabris, classe 1942, che nella sua vita ha fatto di tutto, dall’artista al restauratore. «Lo stile scelto per decorarla è stato il barocco, il più bello e il più pomposo, quello che dà libero spazio all’immaginazione e alla creatività». Da qualche mese i tre hanno intrapreso una nuova avventura, quella di restaurare e dare vita a una gondola molto particolare. Non appena la notizia è arrivata a Murano, in molti (Gino Mazzuccato, Lino Messina, Mario Messina e ristorante da Ivo) hanno donato con entusiasmo perline, murrine e resti di laboratorio che ora si sono trasformati nei pezzi forti dell’opera: “La gondola d’oro di ritorno da Murano”.
Il risultato è un arcobaleno di colori scintillanti. Dalla prua alla poppa, la gondola è interamente ricoperta da motivi decorativi, ricavati da file di perline di diversa misura. Il ferro è dorato, con un ramo di fiori di vetro che si attorciglia lungo i denti del pettine. L’interno è un tappeto di schegge di vetro trasparenti. Tutto è nato dal desiderio di restaurare una gondola e di trasformarla in un’opera d’arte usando il vetro, l’altro elemento tipicamente lagunare.
La ricerca non è stata per nulla facile. Affabris ha chiesto aiuto ai due amici che sono venuti a sapere che la Marina Militare ne aveva una, ma da sistemare. L’accordo è stato quindi quello di donare la gondola ai tre amici, in cambio dello spazio per poterla restaurare. La prima parte del lavoro è stata affidata a Paolo Bullo, esperto e maestro d’ascia, che ha rifatto con legno di faggio le fiancate e sistemato il felze. Poi è stata la volta di Vittorio e Giorgio che si sono sbizzarriti. Il disegno è di Giorgio, ma entrambi in questi mesi hanno contribuito a realizzarlo. «Nonostante molte difficoltà dovute ai miei 74 anni», ha detto Affabris, «ci tenevo a realizzare la gondola d’oro. Grazie alla Marina Militare siamo riusciti a dare vita a una nostra immagine di Venezia». Dove finirà l’opera? Se lo spazio fisico dove posizionarla è ancora incerto, di sicuro nessuno fermerà il suo viaggio sulle ali della fantasia di chi la guarda.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








