Ispezioni della Dia nei cantieri della terza corsia lungo l’A4 tra Eraclea, San Stino e Latisana

L’operazione al centro dell’interrogazione di Pellicani (Pd) al sottosegretario all’Interno Scalfarotto
Un momento dell'operazione della Direzione investigativa antimafia denominata 'Tekno' in cui vengono contestati la concessione e il pagamento ai 57 dipendenti del Consorzio per le autostrade siciliane di incentivi ottenuti per lavoro che, secondo l'accusa, sarebbe stato svolto nell'orario d'ufficio e per compiti previsti dalla mansione svolta per conto del Cas. Messina, 12 aprile 2017. ANSA/ Us Direzione investigativa antimafia +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++
Un momento dell'operazione della Direzione investigativa antimafia denominata 'Tekno' in cui vengono contestati la concessione e il pagamento ai 57 dipendenti del Consorzio per le autostrade siciliane di incentivi ottenuti per lavoro che, secondo l'accusa, sarebbe stato svolto nell'orario d'ufficio e per compiti previsti dalla mansione svolta per conto del Cas. Messina, 12 aprile 2017. ANSA/ Us Direzione investigativa antimafia +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

ERACLEA. Il materiale raccolto dalla Dia e dal gruppo interforze costituito in Prefettura, all’interno dei cantieri della terza corsia, lungo l’A4, sono ancora a vaglio degli inquirenti.

L’ispezione e l’analisi in corso sono state confermate dal sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto, che ieri ha risposto ad un’interrogazione parlamentare dell’onorevole del PD Nicola Pellicani. Scalfarotto ha preannunciato anche altre ispezioni per verificare chi realmente sta lavorando nei cantieri.

Chiedeva Nicola Pellicani: «Nel Veneto Orientale dopo l’arresto del clan dei Casalesi, si stanno facendo strada nuovi protagonisti pronti a riorganizzarsi; a tal proposito non è passata inosservata, l’ispezione nel Veneto Orientale della Direzione investigativa antimafia, effettuata sui cantieri della terza corsia A4, tra San Stino e Latisana, con lo scopo di verificare le condizioni di sicurezza dei lavoratori e la regolarità dei subappalti per evitare l’avanzata della criminalità che da sempre vede nella costruzione di grandi infrastrutture uno dei fronti da aggredire per infiltrarsi – ha precisato l’onorevole componente della commissione Antimafia –. Alla luce della storia degli ultimi vent’anni che ha visto il progressivo radicamento delle organizzazioni criminali, come evidenziato dalle ultime inchieste della magistratura, quali iniziative, per quanto di competenza, si intendano assumere per procedere in tempi rapidi al potenziamento degli organici delle forze di polizia e delle procure di Venezia e Trieste e in altre zone considerate ad alto rischio, al fine di intensificare l’azione di indagine per il contrasto delle mafie ed il radicamento della criminalità lungo tutto il litorale Veneto, in particolare a Caorle?» , conclude Nicola Pellicani.

«Posso assicurare che in merito ai tentativi di infiltrazioni mafiose nel Nord-Est – ha sottolineato il sottosegretario Scalfarotto – anche in rapporto alla particolare contingenza legata all’emergenza epidemiologica da Covid-l9, l’attenzione delle Forze dell’ordine e dell’Autorità giudiziaria è massima nel prevenire ingerenze della criminalità nei settori produttivi afflitti da crisi di liquidità e da difficoltà di accesso al credito istituzionale, nonché qualsiasi tentativo di illecito accesso alle misure di sostegno dell’economia».

In merito ai presidi delle Forze di polizia, nella provincia di Venezia, il sottosegretario Scalfarotto ha ricordato che l’Arma dei Carabinieri è presente con una forza di 795 unità, la Guardia di Finanza ha un organico di 1. 085 effettivi e la Polizia di Stato dispone di 1319 unità. Nel 2020 la Questura di Venezia ha avuto un incremento di 22 effettivi.

L’onorevole Scalfarotto ha inoltre ricordato che: «Ulteriore manifestazione del tangibile impegno delle Forze di polizia nel contrasto della criminalità organizzata si ricava dai dati sui sequestri dei beni di provenienza illecita. Dal 2019 ad oggi, in Veneto, alle mafie sono stati sequestrati beni per 31 milioni di euro e confiscati altri per 11 milioni». —

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