Incidente nautico a Pellestrina, barchino affonda in Laguna: morto un uomo di 43 anni
Un barchino di cinque metri è stato trovato semisommerso davanti a Pellestrina dopo un incidente a Ca’ Roman. Recuperato il corpo senza vita di Jonny Vido: in corso le indagini sulla dinamica

La barca gialla è rimasta semisommersa davanti a Pellestrina con una parte dello scafo ancora visibile sopra l’acqua. Del secondo uomo a bordo, invece, per ore non c’è stata traccia. Si è conclusa con il ritrovamento del cadavere di Jonny Vido, 43 anni, la notte di ricerche scattata dopo l’incidente nautico nella zona di Ca’ Roman.
Secondo una prima ricostruzione, il barchino avrebbe urtato la dighetta ai piedi della Madonnina di Pellestrina, prima di allontanarsi dal punto dell’impatto e finire alla deriva. A bordo si trovavano due cugini: Jonny e Maicol Gavagnin. Il secondo è riuscito a raggiungere il vicino molo e a dare l’allarme, il primo è stato recuperato senza vita alcune ore più tardi.
L’Sos nella notte
La richiesta di aiuto è arrivata alle 2.50. I carabinieri di Pellestrina hanno segnalato alla Guardia costiera la presenza di un uomo in evidente stato confusionale. Ha raccontato di essere rimasto coinvolto in un incidente in mare insieme a un cugino. Non era però in grado di spiegare dove si trovasse il familiare né quali fossero le sue condizioni.
La macchina dei soccorsi
Da quel momento è cominciata una corsa contro il tempo. La sala operativa della Capitaneria di porto ha assunto il coordinamento e ha disposto l’uscita di una motovedetta, di stanza a Chioggia. Sono stati mobilitati anche i Vigili del fuoco con i reparti dei sommozzatori, e la Guardia di Finanza per il pattugliamento dall’alto con l’elicottero della Sezione aerea.
Il primo obiettivo era ritrovare l’imbarcazione. Dalle poche indicazioni fornite dal superstite, gli equipaggi hanno ricostruito l’area dello schianto. L’incidente sarebbe avvenuto contro la dighetta di Ca’ Roman, ai piedi della Madonnina. Un punto scarsamente segnalato, Resta da capire per quale motivo lo scafo, lungo circa cinque metri e di colore giallo, abbia perso la rotta fino a colpire la struttura. Non è ancora chiaro chi fosse alla guida, a quale velocità procedesse e se la scarsa visibilità, o il buio, abbia avuto un ruolo.
Le ricerche
Alle 4.10, dopo oltre un’ora di ricerche, i Vigili del fuoco hanno individuato il barchino giallo nello specchio acqueo davanti a Pellestrina. La barca era semisommersa e spostata rispetto al punto dell’urto, ed è stata poi trasportata al molo vicino alla diga della Madonnina. Il ritrovamento ha permesso di restringere l’area, ma a bordo non c’era nessuno. Del secondo occupante continuava a non esserci traccia.
Le ricerche sono proseguite dal mare e dal cielo. La motovedetta della Guardia Costiera ha battuto il tratto di Laguna, mentre l’elicottero della Finanza ha sorvolato la zona. Nel frattempo sono stati verificati gli spostamenti dello scafo, le correnti e la possibile traiettoria seguita dopo l’impatto.
Il ritrovamento
La svolta è arrivata alle 7.05, più di quattro ore dopo il primo allarme. Dall’elicottero della Guardia di Finanza è stato avvistato un corpo in acqua. Le coordinate sono state comunicate alla motovedetta, che ha raggiunto il punto e ha provveduto al recupero. Il cadavere è quello di Jonny Vido, pescatore noto a Pellestrina. La sera prima era stato con il cugino Maicol in un bar di Sottomarina e si stava dirigendo a casa quando ha fatto l’incidente.
Le indagini
La salma è stata messa a disposizione della Procura. Toccherà ora agli accertamenti stabilire le cause della morte e chiarire se il decesso sia avvenuto nell’impatto contro la dighetta oppure dopo la caduta in acqua. Saranno decisive anche le condizioni dello scafo, sul quale potrebbero essere rimasti i segni dell’urto. L’imbarcazione è stata recuperata e trascinata dalla Guardia costiera fino al molo del forte di Ca’ Roman. Si trova ora a due metri di profondità.
Gli investigatori dovranno ricostruire quanto accaduto prima delle 2.50: da dove fossero partiti i due uomini dopo l’aperitivo al bar di Sottomarina, quale percorso stessero seguendo e come il superstite sia riuscito a raggiungere Pellestrina.
La testimonianza di Maicol sarà raccolta nuovamente quando le sue condizioni consentiranno un racconto più preciso. Nelle prime ore, lo stato confusionale gli aveva permesso soltanto di riferire l’incidente e la presenza del cugino. Fino alla tarda mattinata, infatti, erano proseguite le ricerche di una presunta terza persona scomparsa. Solo in seguito, la sua presenza è fortunatamente smentita.
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