Incidente all’autodromo di Adria Muore un pilota, mestrino ferito

FAVARO. Il pilota prima di lui ha alzato il braccio per segnalare un rallentamento. Lui, però, non si è accorto della segnalazione ed ha colpito in pieno il centauro che lo precedeva, rimanendo schiacciato tra la sua Kawasaki Ninja e il mezzo dell’altro pilota. È l’incidente costato la vita a Danny Trevisan, 29 anni, di Este (Pd) impegnato ieri all’Adria International Raceway nel circuito rodigino.
Trevisan, di professione giardiniere, aveva deciso di scendere in pista con la sua Kawasaki Ninja in quell’autodromo che l’aveva già visto più volte destreggiarsi tra curve e rettilinei. Il ragazzo era arrivato nel Rodigino assieme al fratello Manuel e agli amici del gruppo “Andiamo Ragazzi”, associazione di bikers di Este. In tarda mattinata ha cominciato la propria sessione di prove. Alle 11.40, nel rettilineo che unisce la curva 2 alla 3, Trevisan si è trovato a seguire la Yamaha R6 di Marco Zanetti, 22 anni di Favaro: il veneziano ha alzato il braccio per segnalare, come da convenzione, di essere prossimo a frenare. Trevisan, molto probabilmente, si è accorto troppo tardi del segnale, frenando dopo qualche secondo di troppo.
La Kawasaki ha quindi tamponato violentemente la Yamaha, facendo sbalzare il padovano dalla sella. Trevisan è tuttavia rimasto incastrato tra le due moto, rimaste agganciate tra loro per qualche metro. «Mi sono sentito trascinare via», ha raccontato Zanetti poi alle forze dell’ordine. In quel punto, dopo l’uscita dalla curva, la velocità in genere oscilla tra i 120 e i 150 chilometri orari. Il centauro estense è quindi piombato sull’asfalto, rotolando più volte. Per lui non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo per i traumi a capo e torace, sotto gli occhi di fratello, amici e di decine di appassionati, visto che ieri l’autodromo di Adria era al completo. Se l’è cavata, per fortuna, on qualche escoriazione Zanetti, trasportato al Pronto soccorso di Adria e dimesso con pochi giorni di prognosi.
Sul posto, oltre ai sanitari, sono intervenuti anche i carabinieri di Adria, per i rilievi sulla pista e per la visione delle immagini registrate dalle telecamere del circuito. Dell’episodio è stato informato anche il pm di turno alla Procura di Rovigo, Sabrina Duò, che ha disposto un’ispezione sulla salma del padovano.
La famiglia Trevisan ha immediatamente dato l’autorizzazione all’espianto e alla donazione di organi e tessuti. Le due motociclette coinvolte nello scontro sono state poste sotto sequestro.
Quello di ieri ad Adria è stato il terzo incidente mortale all’autodromo, sempre con moto coinvolte. Le prove sono state sospese. Trevisan, fidanzato e in attesa di un figlio, viveva con la famiglia in via Stazione ad Este, nella frazione Deserto.
Nicola Cesaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








