In mille per l'addio a Renzo Mingardo
Istruttore del Cai deceduto domenica sulle pareti del monte Antelao Il saluto affettuoso degli amici e le donazioni benefiche a Emergency

La bara di Renzo Mingardo (nel riquadro) portata fuori dalla chiesa
C'era quasi un migliaio di persone ieri mattina nella chiesa della Madonna Pellegrina per dare l'ultimo saluto a Renzo Mingardo, il 56enne residente a Oriago appassionato di alpinismo deceduto domenica sulle pareti del monte Antelao. I famigliari hanno voluto celebrare l'estremo saluto a Mestre, perché il loro congiunto era originario del quartiere Altobello. A concelebrare la messa sono stati don Livio e don Luca Biancafior della parrocchia di Gesù Lavoratore, a Marghera. Un parroco quest'ultimo che conosceva bene Renzo proprio per l'impegno che lo scalatore aveva nei confronti dei giovani ai quali voleva trasmettere la passione per l'alpinismo. Renzo infatti era un esperto istruttore del Cai ed è morto durante la discesa dell'Antelao a quota 2700 metri sulla variante Lindemann, che stava affrontando con un amico. «Siamo tutti vicini alla famiglia e agli amici - ha detto don Livio - in questo difficile momento di lutto». Tre amici alla fine della cerimonia funebre hanno voluto ricordare Renzo con messaggi ironici e affettuosi. Era un grande sostenitore di Emergency, associazione alla quale la famiglia ha invitato a devolvere eventuali offerte di denaro. Un banchetto di Emergency era così ieri mattina appena fuori dalle porte della chiesa. Renzo Mingardo era un libero professionista, lavorava come consulente informatico nella sua abitazione. Lascia la moglie Patrizia Smagliato e le figlie Martina e Federica, entrambe studentesse che abitavano con lui al civico 11 di via Lomellina ad Oriago. (a.ab.)
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