ILCORDOGLIO / “Se ne va uno spirito libero”

I messaggi di cordoglio per la scomparsa del poeta Andrea Zanzotto

Zaia: “Se ne va uno spirito libero”. ''So di interpretare il dolore sincero di tutta la Regione per la scomparsa di un grande uomo e di una immensa personalità della cultura internazionale'': lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia dopo aver appreso la notizia della morte del poeta Andrea Zanzotto. ''Con Andrea Zanzotto - ha aggiunto Zaia - se ne va uno degli spiriti liberi del Veneto, un poeta che ha lasciato una impronta incancellabile, un veneto che fino all'ultimo ha scelto di vivere e arricchire con la propria umanità la nostra terra. A sua moglie e ai figli - ha concluso - il più vivo cordoglio mio personale, della Regione del Veneto e credo di tutti coloro che l'hanno conosciuto, stimato e amato''.

Ruffato: "Siamo attoniti e smarriti". 'La morte di Zanzotto ci lascia attoniti, smarriti'': il presidente del consiglio regionale del Veneto, Clodovaldo Ruffato, va con il pensiero a otto giorni fa quando, nella casa del poeta a Pieve di Soligo, aveva consegnato ad Andrea Zanzotto, in occasione dei suoi 90 anni, il ''Leone del Veneto'', la massima onorificenza regionale. ''Aveva una lucidità spaventosa - ricorda Ruffato - solo nel fisico era un po' segnato. Si stancava presto. Averlo conosciuto per me è stato un grande evento. Zanzotto è ed è stato un vanto per il Veneto; ha saputo coniugare l'universalità del linguaggio della poesia con le sue radici, con il paesaggio, con le nostre tradizioni, la nostra cultura e dialetto. la sua opera e la sua figura non finirà di essere apprezzata e approfondita ed essere ancor più parte della poesia e letteratura italiana e non solo''

Galan: "Un poeta immortale''. "Il cittadino Andrea Zanzotto ha cessato di vivere. La sua poesia invece fa di Andrea Zanzotto un immortale''. Questa la prima dichiarazione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan, dopo aver appreso della scomparsa del poeta di Pieve di Soligo.

Sacconi: "Perdiamo una fervida intelligenza". ''La scomparsa di Andrea Zanzotto sottrae alla cultura italiana una delle sue più fervide intelligenze e a coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo una presenza immanente''. Così il ministro trevigiano Maurizo Sacconi commenta la scomparsa del poeta Andrea Zanzotto. ''Di lui voglio - prosegue - soprattutto ricordare quel messaggio eterno per cui il futuro ha necessariamente un cuore antico. E rivolgo in particolare alla sua amata consorte un pensiero affettuoso''.

Sindaco di Pieve: "E' l'ultimo grande del '900". La morte di Andrea Zanzotto ''ci lascia tutti sconvolti'': Lo ha detto il sindaco di Pieve di Soligo, Fabio Sforza. Il primo cittadino ha già convocato una giunta straordinaria per decretare il lutto cittadino e le iniziative pubbliche da promuovere. ''Ero andato a trovarlo qualche giorno fa e lo avevo anche trovato bene - ha proseguito Sforza - ed oggi invece ci troviamo di fronte ad una perdita gravissima, per Pieve ma non soltanto. Con Zanzotto se n'e' andato l'ultimo dei grandi del '900''.

Carraro, rettore Ca' Foscari: "Un punto di riferimento". "La scomparsa di Andrea Zanzotto, cafoscarino dal 1982, è un grande dolore e lo è ancora di più per chi si occupa di cultura – spiega Carlo Carraro, rettore di Ca’ Foscari - Perdiamo un punto di riferimento altissimo. Per il suo valore come uomo e come letterato Ca’ Foscari nel 1982 gli ha conferito la laurea honoris causa in Lettere e nel 2007 ha deciso di bandire una borsa di studio di dottorato in italianistica dedicata alla sua opera di traduttore di poesia in convenzione con il Comune di Pieve di Soligo. Due piccoli modi per riconoscerne la grandezza. Che da oggi in poi purtroppo, apparirà ancora più imponente".

Fistarol: "Il Veneto ne sia orgoglioso". "Una voce altissima, capace di essere universale pur partendo dal microcosmo veneto». Così il senatore di Verso Nord, Maurizio Fistarol, interpreta il lascito di Andrea Zanzotto.
"La scomparsa di Zanzotto ci impone la medesima sobrietà a cui è stata improntata tutta la sua esistenza. Ma dobbiamo comunque trovare delle parole. Quelle parole cui Zanzotto ha attinto nella sua opera. Ne pronunciamo poche: la voce di Zanzotto è stata e sarà per sempre una voce altissima che, parlando di un microcosmo, di un lembo di terra veneta, ha saputo parlare del mondo e della nostra contemporaneità come pochi altri".

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