Crollano i bazar di paccotiglia a Venezia, la stretta funziona

Quattro anni di linea dura hanno ridotto  dell’83 per cento le aperture di negozi scadenti, i controlli producono l’effetto voluto. L’assessore Costalonga: «Misure necessarie per alzare il livello di qualità degli esercizi commerciali»

Costanza Francesconi
Negozi di paccottiglia a Venezia: la stretta funziona
Negozi di paccottiglia a Venezia: la stretta funziona

L’apri e chiudi sleale di negozi di articoli scadenti crollato dell’83% da maggio 2018. Quasi trecento nuove aperture dal 2022 calcolate nella Venezia sottoposta a tutela, e perciò selezionate con cura quanto a prodotti esposti.

Il vetro di Murano osservato speciale nel più grande bacino dell’artigianato locale, monitoratissimo.

Report dell’ultimo anno alla mano, gli assessori al commercio e attività produttive Sebastiano Costalonga, e alla sicurezza Elisabetta Pesce, promuovono a pieni voti il regolamento “antipaccottiglia".

Il regolamento antipaccottiglia

In vigore da maggio scorso dopo tre anni di sperimentazione, «dimostra di fare bene alla salute di Venezia», sottolineano, con il placet dei vertici locali di Confartigianato, Cna, Consorzio Promovetro e Ascom Confcommercio.

Entro il recinto virtuale che in centro storico abbraccia l’intera area Marciana, tutti gli edifici sottoposti a vincolo culturale e quelli affacciati lì dove il passaggio di persone è stato classificato intenso, le nuove aperture sono passate dalle 90 del 2022-2023 alle 54 registrate nel 2025-2026.

«In proporzione di più che nel resto della città escluso dall’ambito di tutela», nota Costalonga, «a dimostrazione che il regolamento non imbavaglia, come temeva qualcuno, il commercio, ma lo regolamenta, alzandone la qualità».

I nuovi negozi

Scorrendo le tipologie merceologiche consentite entro questi confini protetti, i nuovi negozi vendono soprattutto artigianato artistico e oggetti d’arte. Sono aumentate dal 2022 le librerie, le insegne di ottica e foto, le gallerie d’arte e le gioiellerie, le profumerie i negozi di ortofrutta.

Tra le vittorie, la piaga quasi debellata dell’apri e chiudi.

«Un fenomeno in cui si insinua l’evasione fiscale, passato da 30 casi prima del Covid a 5 registrati da maggio 2025 a fine marzo 2026», evidenziano Costalonga e Pesce.

Le multe

Uno sguardo alle sanzioni per difformità – dalle occupazioni di suolo pubblico abusive alle installazioni pubblicitarie non autorizzate – da maggio 2022 a maggio scorso si contano 27 chiusure e 76 sospensioni attività.

A seguire, fino a fine marzo, 17 chiusure e 4 sospensioni attività. Nel 2025, chiosa il vice capo della Polizia locale Gianni Franzoi, tredici ispezioni sono finite con sanzioni da 5 mila euro per articoli in vendita che non rientravano negli opportuni codici Ateco, «tutte a carico di cittadini da Cina e Bangladesh, cinque di cui solo a Castello».

Da inizio anno, cinque ispezioni mirate sul vetro sono altrettanto terminate con sanzione e sequestro di svariate centinaia di prodotti. «Sia nelle aree di tutela che fuori», aggiunge Franzoi, che da qui a dicembre ha già disposto di raddoppiare le uscite previste

Tra le novità introdotte nel regolamento in vigore da maggio, rispetto alle precedenti delibere, c’è che l’ammissibilità (apertura o trasferimento) di attività artigianali e per il commercio al dettaglio di oggetti di vetro deve passare per criteri ancor più stringenti quanto a tracciabilità.

Un traguardo per il presidente del Consorzio Promovetro, Luciano Gambaro, per i direttori Matteo Masat (Confartigianato) e Giampaolo Toso (Cna). Sorride a denti stretti Giacomo Sardegna (Ascom Confcommercio). Nei negozi veneziani sperava di vedere già obbligatorio il patentino di lingua italiana: «Necessario segno di decoro che manca e che rilancio», dice. —

 

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