Giudice di pace a Dolo, il Tribunale al Comune: «Personale e spese a carico vostro»
La carenza di dipendenti mette a rischio la sede, il presidente contro il sindaco: «La vostra richiesta è irricevibile». Anche San Donà si mobilita

Ufficio del giudice di pace di Dolo, il presidente del Tribunale di Venezia, Andrea Fidanzia, gela le speranze. «La richiesta del sindaco Gianluigi Naletto di aver più personale, proveniente dal Tribunale di Venezia, dal punto di vista della legge è irricevibile. La questione, poi, non era stata nemmeno posta dal primo cittadino durante un incontro che con lui ho avuto nei giorni scorsi».
La situazione dell’ufficio del giudice di pace
La presa di posizione del presidente del Tribunale, arriva netta dopo che è emerso il rischio concreto che l’ufficio chiuda entro il 10 aprile a causa di carenza del personale. L'attuale non è in grado di sostenere il carico di lavoro: ogni anno si registrano circa 630 ingiunzioni, 270 cause ordinarie e 35 procedimenti penali, oltre alle asseverazioni di perizie e traduzioni.
Dal 2017 il Comune di Dolo ha messo a disposizione due dipendenti comunali, divenuti dopo un percorso formativo cancellieri del Tribunale, con compiti di supporto ai giudici, verbalizzazione delle udienze e gestione dei fascicoli.
Il costo annuo complessivo sostenuto dal Comune è di circa 90mila euro, oltre alla disponibilità dell’immobile comunale (che si trova in Piazzetta degli Storti). Per un congedo straordinario retribuito, manca uno dei cancellieri con l’impossibilità di sostituirlo con risorse interne e non c'è la possibilità di nuove assunzioni per i limiti di spesa del personale del Comune.
Al momento c’è solo una dipendente amministrativa supporta la cancelleria.
La richiesta del sindaco e la risposta del presidente
Da qui l’appello del sindaco dio Dolo ad avere personale anche temporaneo dal Tribunale. Richiesta che il presidente Fidanzia bolla come irricevibile ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 156 / 2012. Spiega: «La legge prevede su richiesta degli enti locali, il mantenimento dell’Ufficio del giudice di pace a patto che se ne assumano integralmente le spese di funzionamento e del personale».
Questione ribadita con le circolari attuative del 2014 e 2015. Insomma una richiesta quella del sindaco di Dolo, irricevibile dal punto di vista della legge perché non è previsto da nessuna parte che il personale lo debba fornire il Tribunale.
Si spende anche il presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera il sindaco di Stra Andrea Salmaso. «L’appello ai Comuni dell’area in questo momento è quello trovare del personale da dislocare per il giudice di Pace di Dolo. Questo servizio per i cittadini e le imprese non va perso».
L’appello da San Donà
Ieri, venerdì 3 aprile, l’appello per il mantenimento del Giudice di Pace è arrivato anche da San Donà da parte del sindaco, Alberto Teso, che è presidente della conferenza dei sindaci. «Stiamo investendo risorse molto ingenti per la realizzazione della nuova sede del Giudice di pace a Porta Nord, nella vecchia cantina sociale, attaccata alle nuove stazioni di bus e treno», dice Teso, «sei milioni di euro, sia dal Pnrr che dalle casse comunai sono stati destinati alla ristrutturazione del corpo centrale dell'ex cantina».
Uffici per tre giudici, contando sul potenziamento, cancellerie adeguate, sala udienze da 70 posti e servizi collegati. «Un investimento del genere, per un servizio che funziona egregiamente, merita il giusto riconoscimento», dice. L’ufficio del giudice di pace di San Donà svolge un servizio a sostegno di tutto il Basso Piave. Gli 11 Comuni lo finanziano proporzionalmente ai residenti e al numero dei contenziosi.
I procedimenti iscritti nel 2025 sono stati 1.200, un numero paragonabile a una sezione di tribunale, con un trend in costante crescita dal 2021 a oggi. Dei 1.200 procedimenti 434 provengono da San Donà, 267 da Jesolo, 99 da Eraclea, 79 Musile 71 Quarto d'Altino, 67 Ceggia, 61 Noventa, 58 Meolo, 37 Fossalta di Piave, 26 Torre di Mosto. —
(ha collaborato Giovanni Cagnassi)
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