«Il cracking chiude ma gli occupati e la filiera produttiva saranno garantiti»

All’indomani dell’incontro a livello nazionale con le organizzazioni sindacali dei lavoratori sull’annunciata chiusura dell’impianto di cracking al Petrolchimico, Eni conferma di voler continuare il confronto e assicura che a Porto Marghera, la controllata Versalis «realizzerà iniziative industriali sostenibili nell’ambito di un più ampio piano per la transizione energetica sul territorio, o nel rispetto degli equilibri occupazionali e delle filiere produttive collegate». Alle preoccupazioni espresse dai segretari nazionali dei sindacati dei chimici di Cgil, Cisl, Uil – che il 9 aprile scorso hanno incontrato l’amministratore delegato di Versalis, Adriano Alfani – Eni con un comunicato stampa «conferma di aver illustrato la strategia di sviluppo e rafforzamento che Versalis sta perseguendo in linea con il percorso di transizione energetica e completo abbattimento delle emissioni da processi industriali e prodotti».
A Porto Marghera, precisa l’Eni, «Versalis realizzerà la sua trasformazione facendo leva sulle sue competenze, i centri di ricerca e gli asset del proprio sistema produttivo per continuare a sviluppare tecnologie innovative e importanti iniziative industriali finalizzate alla specializzazione e diversificazione del portafoglio della chimica. Questo avverrà puntando su un più ampio portafoglio di prodotti che consentano una crescente partecipazione in mercati a più alta capacità di generare profitto».
Nel contempo la società chimica «accelererà inoltre lo sviluppo della chimica legata all’economia circolare puntando su prodotti da riciclo meccanico di alta qualità, tecnologie di riciclo chimico delle plastiche miste e impiego di materie prime da fonti rinnovabili». «La tempistica di implementazione del piano di trasformazione, conclude il comunicato «sarà oggetto di costante confronto con le parti sociali».
Già il mese scorso, dopo l’annuncio della chiusura e dello smantellamento dell’impianto di cracking entro la primavera del 2022, Eni aveva dichiarato di considerare «il polo Porto Marghera fondamentale per la propria strategia di transizione energetica, per arrivare al completo abbattimento delle emissioni generate da processi industriali e prodotti finali al 2050». «La fermata degli impianti di cracking e aromatici» aveva aggiunto «sarà accompagnata da un potenziamento dell’hub logistico di Porto Marghera che resterà uno snodo centrale per la fornitura di materie prime agli impianti di Ferrara e Mantova». I sindacati, però, hanno ribadito la loro ferma contrarietà alla chiusura dell’impianto di Versalis e chiesto hanno chiesto un urgente incontro ai ministri dello Sviluppo economico e alla Transizione ecologica, Giorgetti e Cingolani. —
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