Il controllo di vicinato del Veneziano va a lezione di social. «Per fare segnalazioni servono delle regole»

L’iniziativa promossa dal Comune di Venezia con la Fondazione Ferrioli Bo. In tutto il Comune ci sono 178 gruppi. «Nei post ci vuole buon senso» 

L’iniziativa

I gruppi di controllo di vicinato vanno a scuola di social. WhatsApp e Facebook sono diventati gli strumenti più diffusi dove scambiare foto e opinioni, ma anche i luoghi virtuali dove si può cadere più spesso nella trappola della fake news. Per questo qualche giorno fa il Comune ha affidato quasi 5000 euro per un corso di formazione per i partecipanti, organizzato dalla Fondazione Ferrioli Bo di San Donà di Piave.

Attualmente ci sono in tutto il Comune 178 gruppi di controllo del vicinato per un totale di 4000 persone, più 600 che si devono ancora registrare.

«Si usano molto i social, ma in molti casi non si sa come utilizzarli nella maniera corretta», spiega Enrico Gavagnin, poliziotto con delega alla Sicurezza urbana partecipata. «Nelle chat capita che qualcuno posti una foto o una notizia vecchia o presa da altri siti o che violi la privacy, per questo serve imparare come verificare le fonti».

Insomma, i corsi insegneranno come si verificano le notizie, per non diffondere fake news e per non incappare in conseguenze penali. Ecco così che entra in scena la Fondazione Ferrioli Bo diretta dal già poliziotto Roberto Bellio che si occupa di attività di contrasto alla violenza.

I corsi avranno tre relatori (una psicologa, un tecnico di polizia postale e un sociologo), saranno da aprile a settembre e forniranno ai referenti di ogni gruppo le nozioni per svolgere al meglio il controllo del vicinato.

«Nei social si agisce la maggior parte delle volte d’istinto» spiega Bellio «Spesso si postano delle cose per avere un like o si rilanciano delle immagini o notizie non verificate senza riflettere, ma questi comportamenti possono avere delle conseguenze. Se qualcuno rilancia per esempio un furto che non ha verificato o scrive o inoltra messaggi omofobi, razzisti o violenti deve capire che ne è responsabile e che può essere accusato o denunciato».

Di fatto il corso andrà a educare chi, preso da quella che crede una notizia, la rilancia senza pensarci, dando vita spesso a una catena di fraintendimenti. Quindi sì al controllo del vicinato, ma con attenzione. —



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