I grillini “risparmiano” 36 mila euro
I tre deputati della Provincia di Venezia, Marco Da Villa, Arianna Spessotto ed Emanuele Cozzolino, hanno presentato in questi giorni il primo report su stipendi, diarie e rimborsi spese relativamente al periodo 15 marzo-30 aprile.
L’informazione arriva attraverso un comunicato stampa, targato Roma. Notoriamente i grillini non parlano volentieri con i giornalisti. Ma fanno notare che «rispetto a quanto percepito, i tre cittadini-parlamentari terranno per sé soltanto il 50% dell’indennità parlamentare (5.000 euro circa al lordo delle imposte) nonché le somme corrispondenti alle spese realmente sostenute e dettagliatamente rendicontate (scontrini, fatture, contratti di locazione, abbonamenti ai mezzi pubblici) risparmiando così una somma pari a 36.493 euro la cui destinazione è ancora incerta: forse un fondo per il micro-credito di piccole e medie imprese, sull’esempio di quanto già stanno facendo i consiglieri regionali pentastellati in Regione Sicilia. Probabilmente la scelta avverrà tramite un sondaggio degli attivisti nel blog di Grillo.«Nel dettaglio», scrivono, «la Spessotto ha “messo da parte” 10.163 euro, Cozzolino 13.967 euro e Da Villa 14.580 euro: quest’ultimo ha risparmiato più di tutti perché in questi primi mesi è stato ospite a casa di amici. La deputata sandonatese e Cozzolino, di Mirano, hanno preso in affitto dei piccoli appartamenti ma, durante le prime settimane, hanno alloggiato in vari B&B. «I tre deputati», si legge nella nota, «lanciano, bonariamente, il guanto di sfida ai loro colleghi della provincia: chissà che il loro gesto non stimoli tutti a rendere noto e trasparente quanto guadagnato e quanto speso mensilmente (comprese le somme girate al partito di appartenenza: pratica peraltro sconosciuta nel M5S) e quanto, eventualmente, si intende risparmiare. Si attende, in particolare, la risposta di Mognato, segretario provinciale del PD». Complessivamente il Movimento 5 Stelle attuerà nei cinque anni di legislatura conta di risparmiare
52.275.000 «a cui occorre aggiungere le somme che residueranno, ogni mese, dalla rendicontazione effettuata da ogni parlamentare per indennità, diaria e spese varie. Ovviamente», concludono, «si tratta di cifre che, da sole, non possono risolvere i gravissimi problemi di finanza pubblica del nostro Paese ma si tratta comunque, di un segnale forte e semplice di rispetto verso i cittadini considerabili, una sorta di “datori di lavoro” degli eletti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








