Grandi navi, la battaglia in un dossier per il Senato
di Alberto Vitucci
«No allo scavo di altri canali, navi da crociera e petroliere devono andare fuori dalla laguna, come ha proposto di recente il ministro per l’Ambiente Corrado Clini». Ambientalisti, comitati e gondolieri si mobilitano per fermare il «disastro moto ondoso». «E non ci sono soltanto le grandi navi», spiega Fulvio Scarpa, gondoliere del Molo già presidente della categoria, «è sacrosanta la battaglia contro i bestioni del mare che provocano enormi spostamenti d’acqua e il dissesto delle rive. Ma non ci può dimenticare del continuo e incessante martellamento provocato alle pietre della nostra città dal moto ondoso di superficie». Nelle acque calme di gennaio il problema è stato rimosso. Ma Scarpa denuncia: «Basta vedere gli effetti provocati dalle onde d’urto dei vaporetti Actv e dei mezzi turistici, micidiali in questi giorni di bassa marea». Una stagione record, quella 2011, dal punto di vista delle presenze turistiche, oltre 20 milioni. Record anche per la quantità di mezzi che hanno solcato la laguna, per i turisti trasportati. E per le onde prodotte. Qualche controllo, molti allarmi inascoltati. Provvedimenti strutturali, niente. Le carene dei nuovi motoscafi non sono pensate per ridurre la quantità di onde prodotte, a cominciare dai mezzi pubblici di trasporto e dai motoscafi delle forze dell’ordine. «Si sta perdendo la cultura della laguna», denuncia Italia Nostra. Ma il Porto rira dritto. E l’assessore regionale Renato Chisso dice: «Le grandi navi devono restare in laguna».
Lunedì 16 gennaio sarà in laguna la commissione Legge Speciale del Senato, che sta discutendo della nuova proposta di legge per Venezia presentata dal senatore del Pd Felice Casson. Più poteri al sindaco e autorità unica per battere il moto ondoso, una delle proposte più dirompenti. «Abbiamo presentato un dossier ai senatori», dice Luciano Mazzolin, portavoce di Ambiente Venezia e del Comitato Grandi Navi, «per denunciare una situazione che diventa sempre più grave e mette a rischio oltre alle pietre e alle fondamenta della città, anche l’eqiulibrio della laguna e la salute dei cittadini, con l’emissione di fumi allo zolfo dai camini delle navi e radar sempre in funzione con il loro carico di onde elettromagnetiche».
Il Comitato si allarga, e oltre ai «soliti» attivisti e studenti ha reclutato adesso anche decine di persone che intendono mettersi in gioco per contrastare l’invasione delle grandi navi. E la protesta continua: sabato prossimo cartelli e fischietti accoglieranno l’uscita dalla Marittima delle grandi navi da crociera.
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