Grandi navi: il Tar sospende lo stop al passaggio a S.Marco

Accolto il ricorso di Venezia Terminal Passeggeri. A giugno il giudizio di merito. Orsoni: "Ce l'aspettavamo, ma allontaneremo queste navi dal bacino di S.Marco". Il ministro Galletti: "Trovare soluzione per spostare le navi dagli antichi canali"

VENEZIA. Il Tar sospende le ordinanze. E da ieri non ci sono più limiti, di numero e di tonnellaggio, al transito delle grandi navi nel canale della Giudecca e in bacino San Marco per il 2014 e il 2015. «Non è stata rispettata la gradualità in assenza di soluzioni alternative», scrivono i giudici amministrativi nelle due ordinanze pubblicate ieri. E l’ordinanza della Capitaneria, continuano, «non appare sostenuta da un’adeguata attività istruttoria volta all’identificazione dei rischi assunti a fondamento delle misure mitigatorie».

Che significa? Che in attesa della discussione nel merito, fissata per il 12 giugno, vengono a decadere i provvedimenti firmati dalla Capitaneria di porto. E in particolare l’ordinanza 153 deel 2013, che prevedeva la riduzione nel 2014 del passaggio di navi superiori alle 40 mila tonnellate (non più di 708 in un anno, il 12,5 per cento in meno con i traghetti deviati a Marghera e non più di cinque attraccate contemporaneamente in Marittima. Ma soprattutto il divieto di passaggio alle navi superiori alle 96 mila tonnellate. Dunque, si torna alla situazione precedente.

Evidente la soddisfazione di Vtp, La Venezia terminal passeggeri che aveva presentato il ricorso contro il provvedimento insieme alle imprese portuali coma la Bassani viaggi e la Panfido rimorchiatori. «Il Tar con un provvedimento che entra anche nel merito della questione riconosce le nostre buone ragioni», dice il presidente di Vtp Sandro Trevisanato, «e riconosce quello che diciamo da sempre, cioè l’inesistenza di pericolosità e rischi per il passaggio delle grandi navi in laguna. Un’ordinanza coraggiosa, perché i giudici non si sono fatti influenzare dall’emozionalità e dal clima. Adesso occorre che la politica riprenda in mano la questione e decida. Se ci invitano noi siamo disposti a sederci a un tavolo per individuare le vie di accesso alternative alla Marittima».

Freddo il commento del sindaco Giorgio Orsoni. «Per ora sappiamo che quell’ordinanza era illegittima. Anche abbiamo presentato un ricorso su questo, sarà discusso a breve. Confido in ogni caso che il governo saprà imporre ai suoi concessionari il rispetto di quanto deciso». Partita aperta, dunque. Anche se la sentenza del Tar (presidente Bruno Amoroso, relatori Enrico Matti e Silvia Coppari) segna un punto in favore della croceristica. Costringendo in sostanza i vari soggetti a ricominciare daccapo.

Adesso le strade sono due. Potrebbe essere emessa una nuova ordinanza motivata e concordata con i soggetti che preveda una riduzione graduale, in presenza del via ai «progetti alternativi». Oppure «tutto resta com’è», come temono gli anti navi. A di polemiche e buoni propositi, in assenza di provvedimenti (annullati) i passaggi delle navi potrebbero non essere ridotti almeno per qualche anno.

Riproduzione riservata

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia