«Grandi navi, giusto portarle in mare» Il professor D’Alpaos lo spiega ai senatori

«Il passaggio delle grandi navi nei canali interni alla laguna produce erosione. Il nuovo porto deve andare in mare. E pensare di aprire solo una parte delle paratoie a Malamocco per far passare le navi è un’idea folle». Il professor Luigi D’Alpaos, esperto di idraulica lagunare, prova a spiegare ai senatori della commissione Ambiente del Senato la particolarità della laguna. Davanti a lui il presidente della commissione di palazzo Madama, Luigi Coltorti, e i senatori che hanno chiesto audizioni sul tema delle grandi navi in laguna
«Il passaggio delle navi aumenta l’erosione e la perdita di sedimenti», dice D’Alpaos, «dunque accelera il fenomeno di distruzione dei bassi fondali». Bocciata senza appello anche l’idea avanzata da commissario Mose e Provveditorato di aprire in caso di acqua alta solo alcune bocche di porto o addirittura alcune paratoie della stessa barriera, come sperimentato a Malamocco nel dicembre scorso. «Fare questi esperimenti senza studi preliminari approfonditi», ha ribadito D’Alpaos, «significa provocare danni. Abbiamo visto che nel caso di aperture parziali l’erosione aumenta anche lontano dalle paratoie. Si ingenerano fenomeni pericolosi». La soluzione per le grandi navi, insomma, non può che essere quella di pensare un nuovo terminal fuori dalla laguna. «Oggi abbiamo avuto un’evidenza scientifica di questo», dice la senatrice veneziana dei Cinque Stelle Orietta Vanin, «nel frattempo visto che ci vorranno anni per arrivare alla scelta del progetto come ha deciso il governo va ridotto il numero e la stazza delle navi che passeranno per San Marco, applicando il decreto Clini-Passera. Ma le soluzioni provvisorie a Marghera non sono praticabili. Fanno danni e ci fanno spendere molti soldi».
Una strada che invece il governo ha chiesto di percorrere. La provveditora Cinzia Zincone ha avviato la gara per il progetto del nuovo terminal al canale Industriale Nord sponda Nord e contemporaneamente il bando per i progetti dei terminal in mare. Stefano Boato e Vincenzo Di Tella hanno illustrato alla commissione il loro progetto di banchine galleggianti provvisorie in bocca di Lido, davanti all’isola del Mose. Simile a quello già aprovato dalla commissione Via del gruppo Duferco-De Piccoli.
I rappresentanti della Clia, la società delle crociere, hanno chiesto certezze sul futuro, per poter programmare la nuova attività quando questa riprenderà dopo il blocco dovuto alla pandemia. —
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