Gpl, la difesa di Aspo chiede il proscioglimento
chioggia
L’occupazione della banchina era autorizzata e il cunicolo non era altro che un sottoservizio normale per una struttura di quel tipo. Poggia su queste basi la richiesta di proscioglimento prevista dall’articolo 129 del codice di procedura penale (obbligo della immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità) avanzata ieri mattina dall’avvocato Renzo Fogliata, difensore di Aspo, nel procedimento penale in corso per l’occupazione abusiva della banchina portuale A e la perforazione della stessa per la creazione di un cunicolo lungo 23 metri per le condotte di movimentazione del gas. «Riteniamo che non sia necessario concludere l’istruttoria», spiega il legale rappresentante di Gian Michele Gambato e Giuseppe Fedalto, ex presidenti Aspo, «Bisogna capire se quella canaletta era nient’altro che un sottoservizio della banchina o se invece quel tipo di sottoservizio necessitasse di un’autorizzazione a se stante, ma le presunte intenzioni di un legame con il deposito Gpl contano zero sul piano giuridico».
Una richiesta, quella presentata dai difensori, su cui si è invece opposta la Procura di Venezia secondo cui quell’opera non era mai stata autorizzata e secondo cui invece quel cunicolo era un’opera strettamente collegata proprio all’impianto Gpl. La vicenda che ha portato al sequestro banchina A, secondo la tesi della Procura, era dovuta proprio al cunicolo scavato nel 2012 per il collegamento tra le navi gasiere e il sito per il bunkeraggio del carburante. Un intervento abusivo, secondo i pm Terzo e Sartori, che avevano citato a giudizio diretto, tra gli altri, Giuseppe Fedalto, ex presidente di Aspo; l’ingegnere Luigi Chiappini, legale rappresentante della Codemar che eseguì i lavori; l’ingegnere chioggiotto Cirillo Fontolan come direttore dei lavori; Gianni Gambato, presidente Aspo, e Oscar Nalesso. La Procura contesta la violazione dell’articolo 1161 del codice della navigazione sull’abusiva occupazione di spazio demaniale. Sull’eventuale reato inoltre incombe la prescrizione, essendo i fatti risalenti a quasi dieci anni fa. —
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