L'ultimo saluto a Gabriele Sorgon: «Hai lasciato un segno nel cuore di tutti»
La comunità stretta attorno ai familiari del 18enne di Ceggia morto in moto. Ad accogliere il feretro anche il sindaco Marin con la fascia tricolore, accompagnato dall’intera giunta comunale

Un grande striscione appeso alla parete della chiesa con la scritta “Ciao Gabri”, il gonfalone listato a lutto della scuola Scarpa-Mattei, gli amici con addosso la maglietta con stampato un collage di foto di attimi felici di Gabriele.
E all’uscita della chiesa il sorvolo di un aereo con una scia di fumo bianco candido. Bianco come i palloncini liberati in cielo.

Due ali di folla, tra cui tantissimi giovani, hanno accolto sabato 4 luglio, il feretro di Gabriele Sorgon, il 18 enne di Ceggia scomparso in un tragico incidente in moto.
Troppo piccola la chiesa di San Vitale per accogliere tutti gli amici del giovane. L’intera comunità di Ceggia si è stretta attorno ai familiari, mamma Claudia, papà Marco, il fratello Alessio e la fidanzata.
C’erano i tanti amici con cui Gabriele condivideva la passione per la moto. I compagni di classe dell’istituto superiore Scarpa-Mattei di San Stino e quelli del centro di formazione professionale Don Bosco di San Donà, che Gabriele aveva frequentato in precedenza.
Ad accogliere il feretro anche il sindaco Mirko Marin con la fascia tricolore, accompagnato dall’intera giunta comunale. E poi i giovani che con Gabriele hanno condiviso il progetto On The Road sulla sicurezza stradale.
Presente anche una rappresentanza dei sanitari del Suem 118 e tutti gli agenti della polizia locale di Ceggia, che Gabriele aveva conosciuto durante lo stesso progetto. In tanti sono rimasti fuori dalla chiesa, sul sagrato.
Mobilitata la protezione civile, per eventuali malori legati al caldo e alla commozione. La cerimonia è stata officiata dal parroco don Alessandro Ravanello, che di Gabriele ha ricordato la grande umanità, il senso del rispetto, la sua passione per i motori, che era diventata percorso di studio e stava già diventando un lavoro.
A concelebrare don Nicola Munari, direttore dell’oratorio Don Bosco di San Donà: “Aveva un cuore bello”. Gli amici hanno voluto far leggere un testo dello scrittore Henry Scott Holland.
All’uscita dalla chiesa il feretro è stato accolto da un grande applauso. Poi gli amici lo hanno voluto ricordare con un lungo messaggio: «Hai lasciato un segno nel cuore di tutti. Avevi un dono raro: riuscivi sempre a vedere il bello».
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