Fondazione Venezia, mandato a 6 anni: Marinese presidente fino al 2030
Approvato il nuovo statuto della Fondazione di Venezia: presidente e Consiglio generale restano in carica sei anni. Marinese guiderà l’ente fino al 2030. Patrimonio oltre 576 milioni, erogazioni verso quota 6,5 milioni nel 2027

Nuovo statuto per la Fondazione di Venezia. Il presidente e i 14 membri del Consiglio generale resteranno in carica 6 anni, non più per 4. E poiché la modifica vale anche per i membri in carica, Vincenzo Marinese, presidente dal maggio del 2024, resterà alla guida della Fondazione nata dall’ex Carive fino al 2030.
Incarico di sei anni
Il Consiglio generale ha approvato le modifiche statutarie a fine anno ma solo pochi giorni fa, dopo il via libera arrivato del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), è stato possibile adottare lo statuto. La scelta veneziana non è un caso isolato nel panorama delle Fondazioni bancarie. Quasi tutte hanno o stanno modificando lo statuto. Possibilità prevista grazie all’addendum del protocollo tra Mef e Acri (l’associazione delle Fondazioni delle Casse di risparmio) siglato a ottobre.
«Un incarico di sei anni», commenta Marinese, «permette, a differenza di quello da 4, di elaborare progetti e politiche di medio termine, di avere una visione. I piani programmatici vanno di tre anni in tre anni». Le cariche negli organi statutari, compreso il ruolo di Presidente, non possono essere ricoperte per più di due mandati consecutivi, indipendentemente dall’organo. E per prassi, a Venezia, il presidente della Fondazione viene individuato tra i membri del Consiglio.
Il ruolo delle fondazioni
La Fondazione di Venezia - una delle 86 fondazioni di origine bancaria nate nel 1990 con la legge Amato - è nata dalla privatizzazione dalla Carive ed è oggi un soggetto no profit che persegue scopi di utilità sociale. Come? Attraverso progetti propri come la nascita del polo culturale e del museo M9 fortemente voluto dall’ex presidente Giuliano Segre. E attraverso una serie di erogazioni - contributi - per progetti sociali, culturali, di ricerca e di formazione rivolti a tutta l’area metropolitana di Venezia.
«Lo statuto prevede che la nostra azione sia metropolitana», aggiunge Marinese, «ma è una scelta della Fondazione, quindi una decisione politica, che almeno il 20% delle erogazioni riguardino territori che non sono il Comune di Venezia». Le erogazioni complessive sono state di circa 5 milioni di euro l’anno, negli ultimi anni. La Fondazione è quindi un ente che distribuisce risorse, un centro di influenza e di potere che dialoga con la città, ci cui è uno dei suoi gangli decisionali, e nel cui Consiglio oggi siedono, da statuto, rappresentanti di molte istituzioni, comprese le Università.
I numeri della Fondazione
Nel bilancio del 2024 approvato lo scorso maggio il patrimonio netto della Fondazione è indicato in 529 milioni di euro ma in questo lasso di tempo, visto il buon andamento del mercato, è cresciuto a oltre 576. L’avanzo di esercizio: 9 milioni 390 mila euro. Risorse che, sottratti accantonamenti e aumento del patrimonio, sono andate a incrementare i fondi con i quali la Fondazione eroga i contributi. Proprio perché le previsioni dei mercati sono positive, la Fondazione conta di aumentare le erogazioni nei prossimi tre anni, fino ad arrivare a 6,5 milioni di euro nel 2027.
Dall’anno di nascita (il 1993) a oggi l’ente ha distribuito quasi 210 milioni e 800 mila euro sul territorio: il 31,7% in interventi diretti, il 45,9% attraverso partnership e il 22,4% con contributi diretti. Sul fronte delle aree di intervento le fette più sostanziose hanno riguardato le attività culturali (37,7%) e l’istruzione e la formazione (29,4%). Le risorse da dove arrivano? Dagli investimenti della Fondazione per far fruttare il capitale: attraverso un veicolo dedicato che contiene fondi liquidi e illiquidi diversificati e ispirati a principi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance; e attraverso un portafoglio liquido composto per il 58% da titoli di Stato italiani.
Il piano industriale di M9
Come vengono distribuite sul territorio le risorse della Fondazione di Venezia? La voce principale d’uscita riguarda M9, il Museo del Novecento di Mestre, il principale investimento - non solo immobiliare - della Fondazione. La direttrice Serena Bertolucci (confermata per il triennio 2027-2029) è stata capace in questi anni di costruire un pubblico diverso, trasformando il museo in un laboratorio culturale molto più aperto, rispetto al passato, anche alle associazioni del territorio.
Nei 12 mesi del 2025 M9 ha raggiunto i 70 mila visitatori alle mostre (+13% rispetto al 2024) con circa 140 mila partecipanti complessivi alle attività e un forte incremento della presenza scolastica, con più di 700 classi coinvolte con format dedicati alle scuole, sempre più centrali nella strategia del museo.
I numeri in crescita, con il relativo aumento dei ricavi, hanno permesso negli ultimi anni di far scendere il contributo della Fondazione a M9 per far tornare i conti. Da 2 milioni a 1,8 milioni. Ma per raggiungere l’obiettivo che la Fondazione si è data - M9 dovrà incidere non più del 20% sul totale delle erogazioni - ci vorrà ancora un po’ di tempo. «L’attuale ripartizione delle risorse risente ancora dello sbilanciamento indotto dalla concentrazione delle risorse erogative dell’ente a sostegno del Polo M9», si legge nel Piano triennale della Fondazione, pubblicato nei giorni scorsi. Un ragionamento che appare più chiaro leggendo il piano industriale approvato per M9: «Pone come obiettivo della programmazione dell’attività del Polo M9 il raggiungimento di 150 mila biglietti venduti nel corso dell’anno con conseguente riduzione delle necessità di contributo erogativo da parte della Fondazione di Venezia a copertura delle perdite. Tale riduzione si assesterebbe, nell’arco di 5 anni, su 1,5 milioni di euro con l’obiettivo di mantenere in un intorno del 20% sul totale delle erogazioni il fabbisogno di M9. Il contenimento del contributo in favore del progetto, combinato con la migliore gestione del patrimonio e il conseguente incremento delle rendite, sul lungo periodo consentirà l’attivazione di nuovi progetti».
Se M9 e la sua programmazione culturale resteranno quindi il progetto strategico della Fondazione di Venezia, l’obiettivo dei prossimi anni è quello di liberare risorse per altri progetti; sapendo bene che in Italia si contano sulle dita di una mano i musei che chiudono in attivo, e quindi che M9 avrà sempre bisogno di un contributo.
Museo del Novecento a parte, tra gli altri soggetti destinatari delle risorse ci sono Ca’ Foscari (250 mila euro) e Iuav (350 mila euro), il Teatro La Fenice con il quale c’è un rapporto consolidato da anni. Mediamente il Teatro riceve 650 mila euro e dal 1996 ha incassato contributi per oltre 26,5 milioni di euro. E poi il Teatro Stabile del Veneto (100 mila euro nel 2024), il Festival della Politica (664.000 dal 2006, 61 mila euro nel 2024), il Mestre Book Fest (45 mila euro dal 2023). E ancora i bandi per la Cultura (qui a lato pubblichiamo gli assegnatari dell’ultimo bando, ndr), i progetti di volontariato con le persone fragili attraverso la collaborazione con il Csv (Centro Servizio Volontariato), il sostegno a progetti dei comuni del territorio metropolitano.
Tra le iniziative rivolte agli adolescenti che hanno funzionato meglio c’è “Non solo compiti” a sostegno del tempo pieno per gli studenti delle scuole medie e della genitorialità; previsto anche il sostegno all’ampliamento formativo degli istituti professionali come il Berna di Mestre.
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