Fin da piccolo lavorava nei campi «Una persona buona e generosa»
chi era
Ragazzo generoso, altruista, di compagnia, amico di tutti. Quando però si parla di Simone Pacchiega viene da dire che lui era persino molto di più. Una vita tranquilla, scandita dagli affetti familiari, dall’amore per la fidanzata portogruarese con cui da qui a poche settimane avrebbe dovuto andare a convivere in città a Portogruaro; e dal lavoro di cui era appassionato, fin da piccolo, nel settore agricolo. Una passione nata attraverso la vita nei campi, e in questo senso il 28enne era un ragazzo come quelli di una volta, che amava il profumo del verde e a cui piaceva raccogliere i frutti della terra.
Il nonno Armido gestiva il macello della Brussa, e tutta la famiglia sa confezionare salumi dai gusti inconfondibili. Simone era anche un appassionato di calcio. Il cuore suo e degli altri familiari batte per una squadra dilettantistica del comune di Portogruaro, la Giussaghese, espressione calcistica della località di Giussago, distante pochi chilometri dalla Brussa. Simone era dirigente, mentre il fratello Andrea è un calciatore locale. Il 28enne deceduto organizzava iniziative al campo di calcio ed era molto attivo nella sagra di paese, che prima del Covid radunava migliaia di persone provenienti anche da fuori. Ieri sera il simbolo della Giussaghese è stato listato a lutto sui social, con una barra diagonale nera: e i tifosi hanno capito. È il momento del lutto.
Il padre Fabio, anche lui molto conosciuto nei dintorni, è operaio alla Zignago, mentre la madre Isabella Buzzarello lavora al camping PinoMare a Lignano Riviera. C’è poi un filo conduttore che lega Simone a un altro tragico fatto che ha riguardato queste zone: la morte avvenuta nella località di Viola, sempre in comune di Portogruaro, di Filippo Signorin, di Sindacale di Concordia. Simone era uno dei suoi migliori amici, giravano tra Caorle, Portogruaro e Concordia con la stessa compagnia. La sera in cui è mancato, all’età di 27 anni, Filippo stava rincasando dopo avere riaccompagnato nella sua abitazione la fidanzata. «Lui e Filippo, ora, sono di nuovo insieme», ha sussurrato un amico di entrambi, commentando la tragica notizia di ieri. «Dopo Filippo è toccato a Simone: non è possibile».
Il bar “da Capota” a Castello di Brussa, e quello della vicina Marina di Lugugnana, sono chiusi in questo periodo. Simone poco tempo fa era stato visto, al solito sorridente, in un bar di Lugugnana, dove ogni giorno si ferma anche il padre tornando dal lavoro. Alla notizia della disgrazia in molti hanno ricordato quel ragazzo che salutava sempre e che sembrava in pace con sé stesso e con la vita. «Lo abbiamo visto di recente», riferiscono gli avventori e i titolari, «Simone era perbene, così come il fratello e i genitori. Viene a mancare una figura di importante per il territorio, una persona buona, un ragazzo in gamba». —
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