Festa in casa privata a Jesolo, positivi 13 ragazzi
jesolo
Una festa in un’abitazione privata a Jesolo, con un gruppo di ragazzi trevigiani tra i 17 e i 20 anni non vaccinati, si è trasformata in un focolaio di coronavirus, con 13 positivi tutti sintomatici e una cinquantina in quarantena. Il timore, vista la rapida diffusione del contagio, è che si tratti della variante Delta. Nell’attesa che il sequenziamento lo confermi (tra oggi e domani i risultati), il trevigiano è alle prese con una nuova esplosione dei casi di Covid: alcuni dei partecipanti alla festa di Jesolo, inoltre, avevano preso parte a un compleanno in un locale del centro i Treviso, altri a un torneo di calcio e a ulteriori eventi. Insomma, l’attività di tracciamento rischia di complicarsi.
la festa al mare
Il direttore generale dell’azienda sanitaria di Treviso, Francesco Benazzi, è sconfortato. Perché gli “ingredienti” del focolaio di Jesolo sono quelli per i quali da mesi l’azienda sanitaria mette in guardia i cittadini: un nutrito gruppo di persone al chiuso, tutte non vaccinate, senza mascherina e distanziamento. I fatti si riferiscono allo scorso 6 luglio. I ragazzi, alcuni da poco maggiorenni e altri ancora minorenni, provengono dal Trevigiano e dal Coneglianese. Hanno partecipato a una festa privata in cui erano presenti una cinquantina di giovani. Alcuni dei positivi, inoltre, avevano partecipato a un’ulteriore festa in un locale trevigiano del centro, costringendo quindi l’azienda sanitaria a mettere in quarantena pure i partecipanti al secondo ritrovo. I ragazzi hanno iniziato a manifestare i sintomi dopo meno di una settimana, ieri si sono sottoposti al tampone nei Covid Point di Treviso e Conegliano. Il test ha confermato l’infezione da coronavirus. Al momento si tratta di 13 casi (9 già confermati dal molecolare) di cui due relativi alla festa nel locale in centro a Treviso. Tracciamento in corso per le altre feste e gli altri eventi cui aveva partecipato il gruppo. «Il timore è che i numeri aumenteranno», conferma il dg Benazzi, «nei prossimi giorni anche altri ragazzi si sottoporranno al tampone. Nessuno dei positivi era vaccinato. Non possiamo che ribadire l’importanza di sottoporsi alla profilassi e di rispettare le regole che ci siamo dati, purtroppo i ragazzi sono sintomatici e nei prossimi giorni sapremo se si tratta di variante indiana».
la ripresa dei casi
L’epidemia nel trevigiano ha ripreso velocità grazie alla spinta dei focolai tra i ragazzi. Ora si sono aperti due fronti piuttosto complicati: la festa di Jesolo e il centro estivo del Vittoriese implicano un grande numero di familiari, amici, contatti stretti da isolare, testare, sequenziare. Ci sono anche i numeri a confermare la ripresa della diffusione del virus nella Marca. Dopo un periodo di calo, infatti, da luglio è cresciuta la percentuale di positivi sul totale dei tamponi rapidi antigenici effettuati nei Covid Point dell’Ulss 2.
Dopo il confortante “zero” di fine giugno, da qualche giorno il tasso di positività ha cominciato a crescere arrivando all’1,27 per cento nell’ultimo giorno di cui abbiamo i dati, l’8 luglio. Certo, siamo ancora lontani dal 12,66 per cento di aprile o dal picco del 24% di marzo, ma la novità è che ora ci troviamo a dover fare i conti con una variante sicuramente più contagiosa e, pare, anche più pericolosa. «Si sta verificando quello che temevamo», conclude il direttore Benazzi, «eventi con molte persone, non distanziate, senza mascherina. Al pronto soccorso sono arrivati pazienti positivi al Covid di 15 e 16 anni con sintomi severi. Facciamo attenzione. E stasera per la partita rispettiamo le regole». —
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