«Fallita la politica del Comune per il turismo a Venezia»

Dura analisi del presidente della Municipalità Viero al dibattito di ieri alla Scuola dei Calegheri Michielli (Federalberghi): «Turisti sempre più scontenti perché ormai mancano i veneziani»
PELLICANI INTERPRESS/MAZZEGA. CARNEVALE DI VENEZIA. . 03.02.13
PELLICANI INTERPRESS/MAZZEGA. CARNEVALE DI VENEZIA. . 03.02.13

«Bisogna prendere atto che la politica turistica del Comune di Venezia - e in parte anche quella della Regione - in questi ultimi venti anni è fallita, come è fallita anche quella di società che avrebbero dovuto affrontare la situazione come Venezia Marketing & Eventi e anche per questo ora la città si trova nelle condizioni attuali, senza essere riuscita a governare il fenomeno». È l’amara conclusione del presidente della Municipalità di Venezia Erminio Viero, con cui si è chiuso ieri il dibattito sul turismo a Venezia e nel Veneto, alla Scuola dei Calegheri.

L’occasione era la presentazione del libro «Il turismo a Venezia e nel Veneto» (edizioni Supernova), curato dallo storico veneziano dell’ambiente Giannandrea Mencini, con gli interventi del presidente di Federalberghi e Confturismo del Veneto Marco Michielli, del giornalista della Nuova Venezia Enrico Tantucci e del vicedirettore del Gazzettino Vittorio Pierobon. E dal dibattito - coordinato da Giovanni Andrea Martini - con la partecipazione del pubblico, è emersa soprattutto la difficoltà ormai ad invertire la tendenza che vede la progressiva Disneylandizzazione della città, accanto al suo inarrestabile spopolamento, con quota 58 mila residenti ormai alle porte. «In una recente indagine - ha ricordato in particolare Michielli nel libro e nel dibattito - è risultato che tra i maggiori motivi di scontento dei turisti in visita a Venezia mancano i veneziani.

Sì, è perché in un luogo il turista-viaggiatore oggi non cerca solo i musei o le bellezze artistiche, ma quella verità che è la vita quotidiana. Quell’andare e venire degli abitanti i loro gesti, l’accento, il loro far parte di un tutto. Venezia continua a essere «replicata» in tutto il mondo, da Las Vegas alla Cina, al Giappone, ma ciò che la rende veramente unica, oltre alla sua integrità è proprio la presenza dei Veneziani. Il loro mantenimento è ancora importante di quello dei monumenti della città». Da parte sua, Pierobon ha sottolineato, come agli alti costi della città, soprattutto per la residenza che spingono all’esodo e a una forma di anarchia - anche nelle leggi e nelle regole - per affrontare il problema-turismo, si imponga ormai anche l’adozione di forme di controllo sul numero delle presenze tollerabili. Tantucci - che ha tratto soprattutto gli aspetti del rapporto tra turismo e cultura a Venezia - ha messo in evidenza il fallimento di progetti nati proprio per governare e “spalmare” anche sul territorio la domanda turistica come la candidatura di Venezia a Capitale europea della Cultura 2019 e l’assenza in città di una politica di “squadra” tra le istituzioni culturali, che valorizzi anche la presenza dei giovani. Mencini ha ricordato come già nel ’79, Paolo Costa, da economista, avesse previsto l’«ingorgo» e la necessità di un limite che nessuno riesce a imporre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:turismoalberghi

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia