Fallimento Blumar, condanna per bancarotta
CHIOGGIA. Quattordici anni e nove mesi di condanne per il fallimento della “Blumar srl”, società che commercializzava prodotti ittici: lo ha deciso il tribunale collegiale presieduto da Stefano Manduzio. Quanto all’accusa di bancarotta, Bruno Bacci (68 anni, Chioggia), legale rappresentante, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi; i soci e amministratori di fatto Onofrio Gonella (67, Jesolo) a 4 anni e 3 mesi; Gastone Boscolo “Fiore” (50, Chioggia) a 3 anni, così come Luigi Bonaldo (56, Chioggia). Bacci è stato condannato anche per aver distrutto i libri e le altre scritture contabili. La posizione del quinto amministratore, lo spagnolo Antonio Comeche Borra, era già stata stralciata.
Gli imputati, difesi dagli avvocati Francesco Di Roma e Gaio Tesser, sono invece stati assolti dalle altre accuse formulate dalla pm Laura Cameli, tra cui quella di aver provocato con dolo il fallimento della società perché il fatto non sussiste e di non aver pagato le imposte per non aver commesso il fatto.
Il tribunale collegiale ha disposto anche una provvisionale di 500mila euro alla parte civile, ovvero il curatore del fallimento “Blumar srl” che si era costituito con l’avvocato Giuseppina Grofcich, rimettendo la questione risarcitoria al tribunale civile. Stando all’accusa, i vertici della “Blumar srl” (fallita il 25 febbraio 2011) avrebbero distratto, si legge nel capo d’imputazione, «ingenti risorse finanziarie di pertinenza della società che venivano prelevate dai conti societari per finalità estranee al fisiologico esercizio dell’impresa» per un totale di 2 milioni e 256mila euro. Oltre ai prelievi di contanti, i quattro amministratori avrebbero agito anche attraverso l’incasso personale di assegni emessi dalla società a se stessa o ancora attraverso la girata a favore di soggetti non aventi titolo di credito nei confronti della società.
Rubina Bon
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