Excelsior e Des Bains altri due hotel di lusso per il rilancio del Lido

LIDO. - Mentre sta per essere presentato il nuovo masterplan alberghiero dell’ex Ospedale al Mare, procede da parte del gestore Coima, che si occupa di Excelsior e Des Bains, la ristrutturazione a lotti dell’hotel a fianco del Palazzo del Cinema, con la facciata lungo il lato mare «coperta» da ponteggi. Gli interventi di sistemazione della facciata si concluderanno comunque prima dell’inizio della stagione estiva, mentre all’interno si è proceduto al restyling di una quindicina di stanze, con l’impresa Setten impegnata in cantiere. Il piano triennale di rilancio concordato per l’Excelsior prevede, entro il 2020, il rinnovo totale dell’hotel. Il primo risultato visibile è stato appunto quello dello scorso anno, dopo i significativi interventi di ristrutturazione che hanno interessato la facciata sulla strada dell’albergo in stile veneto-bizantino, e la storica cupola, ripristinata nel suo aspetto precedente dopo l’incendio del 2014, che la semidistrusse. Le successive fasi del masterplan, che verranno attuate nel giro di due anni, comprenderanno il restyling delle camere come sta già avvenendo, e delle aree comuni. L’obiettivo di Coima è di presentare l’Excelsior interamente ristrutturato per la primavera del 2021. Ma i lavori avvengono appunto solo nei mesi autunnali e invernali, per consentire l’uso normale dell’albergo nei mesi primaverili e estivi. La riqualificazione del Des Bains invece partirà solo dopo i primi due anni di lavori dell’Excelsior e dunque nel 2020. Il budget complessivo per la ristrutturazione dei due hotel è di circa 250 milioni di euro. Dei 20 milioni fino ad oggi investiti, buona parte è stata utilizzata per la ristrutturazione dell’Excelsior. Sono serviti a una serie di lavori «invisibili». Sono state rifatte le centrali elettriche, caldaie e impianti, la facciata esterna. Tempi invece decisamente più lunghi appunto per la riapertura dell’hotel Des Bains - chiuso ormai da diversi anni e riaperto solo per una mostra durante il Festival del Cinema - per cui dovranno passare almeno altri tre anni —
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