Estorsioni e rapine ai danni dei turisti a Venezia, tre porter in carcere

Sgominato dalla polizia un gruppo organizzato che stazionava nella zona del ponte di Calatrava e sottraeva i bagagli alle vittime. La restituzione solo dopo aver estorto del denaro. Il questore Sbordone: «Stroncato un fenomeno odioso»

Edoardo Fioretto
Uno dei porter abusivi al lavoro nel video diffuso dalla polizia
Uno dei porter abusivi al lavoro nel video diffuso dalla polizia

«Abbiamo destinato importanti risorse e garantito un grande sforzo investigativo per questa indagine». Il questore Antonio Sbordone rivendica così l’operazione che ha portato all’arresto di tre porter abusivi, accusati di avere trasformato l’offerta di aiuto ai turisti in un sistema di pressioni, minacce e violenze.

Non soltanto facchinaggio irregolare tra la stazione di Santa Lucia e il ponte della Costituzione, ma un meccanismo che, secondo l’accusa, arrivava fino all’estorsione, alla tentata estorsione e alla rapina aggravata.

Ecco i porter abusivi al lavoro a Venezia: tre in manette

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal tribunale di Venezia ed eseguita dagli agenti della questura. Gli indagati sono tre cittadini stranieri. Un quarto è ancora ricercato. Le indagini hanno documentato episodi avvenuti tra febbraio e marzo 2026 ai danni di turisti israeliani e giapponesi. Nello stesso contesto è stata eseguita anche un’ulteriore misura cautelare per una rapina avvenuta a bordo di un treno nello scalo ferroviario veneziano.

Un copione che secondo le indagini si sarebbe ripetuto più volte. I porter si avvicinavano ai visitatori appena arrivati in città, stanchi e carichi di valigie, offrendo aiuto per attraversare il ponte o raggiungere i pontili. Poi il tono cambiava. I bagagli venivano trattenuti e la restituzione subordinata al pagamento di somme non concordate. In alcuni casi sarebbero state usate minacce e violenze.

È un fenomeno segnalato da mesi tra piazzale Roma, Santa Lucia e il ponte degli Scalzi. Un’attività abusiva che colpisce i turisti nel primo punto di contatto con Venezia e danneggia l’immagine della città. «Abbiamo consentito di stroncare un fenomeno delittuoso odioso», aggiunge Sbordone, «per la violenza e la prepotenza perpetrate ai danni di numerosi turisti. Una condotta ripetuta nel tempo, lesiva per l’immagine straordinaria ed accogliente della città».

«Desidero esprimere la mia soddisfazione e il ringraziamento di tutta la Città alla Procura della Repubblica di Venezia e alla Polizia di Stato per questa operazione davvero importante che ha consentito di intervenire in modo determinante su un fenomeno grave e inaccettabile», ha aggiunto il sindaco Simone Venturini, «Mi complimento con gli investigatori della Squadra Mobile, della Polizia ferroviaria e del Commissariato San Marco per il lavoro svolto con professionalità, metodo e determinazione. Venezia è una città aperta e accogliente, ma proprio per questo non può tollerare chi cerca di approfittare dei suoi visitatori attraverso intimidazioni, violenze o attività abusive»

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