Elettrodotto interrato ok della Soprintendenza dopo gli scavi in 10 punti

Via libera all’intervento effettuato da Terna fra Dolo e Camin La rimozione dei basamenti dei tralicci finirà entro ottobre
Alessandro Abbadir

VIGONOVO

Via libera, dopo gli scavi voluti dalla Soprintendenza, alla realizzazione dell’elettrodotto interrato fra Dolo e Camin. Gli scavi in una decina di punti hanno voluto scongiurare il pericolo che i lavori della posa del cavo potessero incappare in siti di interesse archeologico. Ad annunciarlo è il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto che spiega come siano stati risolti anche i problemi di individuazione dei proprietari dei fondi in cui passerà il tracciato che si erano creati nelle scorse settimane. Procedono anche i lavori di demolizione dei basamenti delle fondazioni dei tralicci della linea aerea a 380 kV Dolo-Camin che il nuovo progetto rende non più necessarie. I lavori di rimozione dei basamenti interesseranno 24 siti: 9 a Dolo, 4 a Vigonovo, 10 a Saonara e uno a Padova.

«I lavori di demolizione dei tralicci», spiega Danieletto, «saranno conclusi entro ottobre. Nel frattempo siamo a conoscenza del fatto che in queste settimane, contemporaneamente alla demolizione, sono stati effettuati anche scavi archeologici ordinati dalla Soprintendenza in oltre una decina di punti tra Vigonovo, Stra e Fossò e non sono state rilevate presenze di siti archeologici. Questa fase è stata superata con un sostanziale via libera». Il processo autorizzativo per realizzare l’elettrodotto aereo tra Dolo e Camin è stato depositato da Terna lo scorso ottobre. Ora, dopo la fase dell’abbattimento delle fondazioni dei tralicci e gli scavi fatti dalla Soprintendenza, si attende l’assegnazione dei cantieri e l’avvio dei lavori che avverrà nel 2022. L’investimento tra Dolo e Camin di 140 milioni di euro permetterà lo scambio di energia tra le aree di Venezia e Padova. Il progetto prevede la demolizione di quasi 32 km di elettrodotti aerei oggi esistenti. Saranno 123 i tralicci smantellati e circa 95 gli ettari di territorio liberati da infrastrutture elettriche.

Non manca però l’amaro in bocca per il fatto che nel tratto tra Malcontenta e Dolo, a differenza che in quelli fra Malcontenta e Fusina e fra Dolo e Camin, l’elettrodotto resterà comunque aereo. «A Mira», spiega per i comitati Mattia Donadel, «questo è successo per l’incapacità di tutte le giunte che si sono succedute, compresa quella dell’attuale sindaco Marco Dori, di capire la natura della partita in gioco. Una partita che fra Dolo e Camin è stata vinta contro Terna grazie alla mobilitazione di Comuni, cittadini e comitati, a colpi di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Terna non ha graziosamente concesso nulla, è stata costretta a interrare il tratto a causa delle sentenze amministrative avverse». —

Alessandro Abbadir

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