Effetto Biennale in città alberghi tutti esauriti

Il direttore dell’Associazione Albergatori Claudio Scarpa conferma il pienone Non si trovano più stanze dal 28 maggio al 2 giugno, forte aumento dei prezzi
Di Enrico Tantucci

La Biennale Arti Visive, che si aprirà ormai tra pochi giorni - con quattro giorni di vernice dal 28 al 31 maggio e l’inaugurazione ufficiale il primo giugno, con la nuova edizione, Il Palazzo Enciclopedico, curata da Massimiliano Gioni - porta a Venezia il tutto esaurito, con una città che tornerà ad essere, per alcuni giorni, una capitale della cultura mondiale.

Lo confermano i dati resi noti ieri dall’Associazione Veneziana Albergatori, dal suo direttore Claudio Scarpa, sulla base delle prenotazioni acquisite.

«Possiamo parlare effettivamente di tutto esaurito a Venezia negli alberghi - conferma - per la settimana che va dal 28 maggio al 2 giugno e la saturazione riguarda tutti i tipi di esercizi, da uno a cinque stelle. Si trovano ancora alcune stanze last-minute su Internet ma a prezzi molto elevati e in generale si registra anche un robusto aumento generalizzato delle tariffe, come è logico in un periodo come questo, perché i mesi di maggio giugno e più ancora quelli si settembre e ottobre sono quelli realmente importanti per il fatturato delle aziende alberghiere, dopo un pessimo inizio di anno e dopo che periodi come Pasqua e Carnevale si sono rivelati deludenti sul piano delle presenze. La Biennale si conferma ancora una volta come la manifestazione più importante per il turismo veneziano, capace di attirare più di ogni altra visitatori ad alto potere di acquisto».

Secondo le stime recenti, l’aumento a maggio dei prezzi degli alberghi a Venezia sarebbe vicino al 40 per cento rispetto al mese precedente. Si tratta, per i giorni della Biennale di un turismo internazionale fatto non solo di addetti ai lavori - curatori, artisti, galleristi, collezionisti, critici, mercanti d’arte, direttori di musei addetti e rappresentanti ai vari padiglioni stranieri - ma anche di appassionati.

«Mancano gli italiani e gli spagnoli - spiega ancora Scarpa - ma quello in arrivo in laguna è soprattutto un turismo internazionale, con un boom di presenze dall’Asia e in particolare dalla Cina, ma forte è anche la rappresentanza dell’America Latina e degli Stati Uniti, con il turismo nordamericano che rappresenta circa il 35 per cento dell’intero fatturato degli alberghi veneziani».

Ma si fa sempre più presente anche la colonia dei turisti russi e di quelli indiani, anch’essi disposti a spendere. L’esaurito degli alberghi per i giorni-clou della Biennale si estende anche al settore extralberghiero, con locande e bed & breakfast presi d’assalto soprattutto dal turismo giovanile in arrivo per partecipare alla kermesse espositiva.

A cascata, oltre che per gli alberghi, superlavoro e grandi incassi in vista anche per tutti i pubblici esercizi veneziani, ristoranti e bar in prima fila, visto che la Biennale non è ormai più concentrata come una volta tra i Giardini e l’Arsenale, ma allargata a tutta la città, con i padiglioni ospitati in affitto in palazzi veneziani e altri “contenitori” espositivi - altro business turistico legato alla Mostra in costante crescita - e una quantità impressionante di mostre collaterali sparse ovunque, oltre quaranta solo quelle con il “marchio” della Biennale, perché da essa patrocinate.

Una vera e propria “indigestione” d’arte che proseguirà per tutta l’estate, ma che vivrà solo nei primi giorni l’afflusso record e dunque i grandi affari per tutta la “filiera” turistica veneziana.

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