Giudice di pace di Dolo senza personale: l’ufficio rischia di chiudere
Il Comune ha messo a disposizione due dipendenti: uno è in ferie e l’altro beneficia della riduzione di orario per la legge 104. Il Tribunale di Venezia in pressing: «Trovare una soluzione nei prossimi giorni»

Ufficio del Giudice di pace di Dolo a rischio chiusura già da questo mese, per la carenza di personale. Sindaci e avvocati della Riviera del Brenta lanciano l’allarme e chiedono al Tribunale di Venezia l’invio urgente, anche temporaneo, di cancellieri per garantire la continuità del servizio. L’allarme, già sollevato nelle scorse settimane dal Comune di Dolo, rischia di diventare certezza proprio nel mese di aprile se non verrà trovata una soluzione.
Una situazione che preoccupa l’intero territorio rivierasco, che negli anni si era battuto per la riapertura dell’ufficio soprattutto con l’Associazione degli avvocati del comprensorio. L’attuale personale in servizio non è in grado di sostenere il carico di lavoro: ogni anno si registrano circa 630 ingiunzioni, 270 cause ordinarie e 35 procedimenti penali, oltre alle asseverazioni di perizie e traduzioni. Sulla questione interviene il sindaco di Dolo, Gianluigi Naletto, che ha incontrato nei giorni scorsi il presidente del Tribunale di Venezia, Andrea Fidanzia.
«Dal 2017», spiega il sindaco Naletto, «il Comune di Dolo ha messo a disposizione due dipendenti comunali, divenuti dopo un percorso formativo cancellieri del Tribunale, con compiti di supporto ai giudici, verbalizzazione delle udienze e gestione dei fascicoli. Il costo annuo complessivo sostenuto dal nostro Comune è di circa 90 mila euro, oltre alla disponibilità dell’immobile comunale, in Piazzetta degli Storti».
«Oggi, per un congedo straordinario retribuito, uno dei cancellieri è venuto meno», prosegue il primo cittadino, «con l’impossibilità di sostituirlo con risorse interne e senza la possibilità di nuove assunzioni per i limiti di spesa del personale». Naletto va al nocciolo delle difficoltà che si trova a dover affrontare: «Al momento», continua, «una nostra dipendente amministrativa supporta la cancelleria, ma ciò non è sufficiente a far fronte alla mole di lavoro che è mediamente ogni anni di ogni anno si registrano circa 630 ingiunzioni, 270 cause ordinarie e 35 procedimenti penali, oltre alle asseverazioni di perizie e traduzioni». Dalla ricognizione effettuata in Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta, nessuno degli altri nove Comuni del comprensorio «si è dichiarato disponibile a fornire personale».
Da qui l’appello al Tribunale di Venezia. «Di fronte a questo», conclude Naletto, «insieme all’Associazione degli avvocati della Riviera del Brenta e del Miranese, chiediamo al Tribunale di Venezia di dislocare urgentemente personale anche temporaneo, per garantire un servizio di giustizia di prossimità indispensabile per i cittadini dell’area».
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