Ditta dei buoni pasto fallita Actv: «Dipendenti tutelati»

«Nei confronti dei nostri dipendenti non c’è stata alcuna mancanza dell’azienda in seguito al fallimento del fornitore dei buoni pasto». Così l’amministratore di Actv, Giovanni Seno, che spazza via qualsiasi polemica legata alla vicenda. Nelle ultime ore sta emergendo il malumore dei commercianti e dei ristoratori che, all’avvenuto fallimento di Qui! Group, leader in Italia nel settore dei buoni pasto con il 20 per cento della quota di mercato, ora devono fare i conti con perdite per migliaia di euro ciascuno.
«La prima cosa che va chiarita», sottolinea Seno, «è il rapporto contrattuale che Actv aveva con Qui! Group, il quale ci forniva i buoni pasto in virtù di un appalto seguito a regolare gara. A sua volta Qui! Group aveva un rapporto diretto con ristoratori e commercianti. Se noi a chiamata dei commercianti, per i mancati pagamenti di Qui! Group, rispondevamo sollecitando quella società, non era qualcosa previsto dal contratto, ma solo una cortesia che facevamo agli operatori che poi fornivano i pasti ai nostri dipendenti».
Sono circa 2.500 i dipendenti in movimento di Actv che sfruttano i buoni pasto, sui 3.200 totali. Ogni mese sono circa 400mila gli euro che vengono invece “spesi” in buoni dai dipendenti dell’azienda di trasporto.
«Quando in primavera abbiamo avuto il sentore che qualcosa non funzionasse», prosegue Seno, «abbiamo subito convocato Qui! Group e avviato il recesso dal contratto che poi si è concretizzato in estate. E questo proprio per tutelare i nostri dipendenti. Comprendo le lamentele di commercianti e ristoratori, ma ora potranno rifarsi su Qui! Group nel processo fallimentare». Actv da luglio ha visto subentrare nell’appalto Day Risto Service, seconda classificata nel bando, e già ha ottenuto una prima fornitura di buoni cartacei, dopo che nella fase di transizione era stata la stessa Actv a emetterli provvisoriamente. «Il nuovo fornitore censirà ristoratori e commercianti già convenzionati e chi non lo era per siglare nuove convenzioni e garantire tutti i nostri dipendenti» conclude Seno. —
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