Diciassette anni alla guida del liceo e la sfida del dialogo continuo

Paola Franzoso, preside del liceo scientifico Giordano Bruno per 17 anni, da oggi sarà in pensione. Sarà sostituita Roberto Gaudio che manterrà la presidenza del liceo classico Franchetti. Che bilancio si sente di fare di 17 anni di dirigenza? «Un bilancio», risponde, «più che positivo. Ho sempre trovato nel personale e nei ragazzi uno spirito positivo».
Il liceo di via Baglioni ha occupato un posto importante nella sua vita.
«Mi sono laureata in lingue e letterature straniere il 26 giugno del 1971 e il giorno dopo sono stata chiamata a fare il commissario per gli esami di maturità proprio al Bruno. Poi, ci sono tornata come insegnante di ruolo nel 1978 e a scuola ci sono ancora alcuni docenti che all’epoca erano stati miei colleghi. Nel 1990 ho vinto il concorso per capi d’istituto, dopo di che sono stata preside ad Este e poi a Venezia al Benedetti e al Morosini e poi nel 1995 sono approdata al Bruno, un liceo che ho vissuto anche come madre perché qui hanno studiato i miei figli».
Alla fine prevalgono i ricordi positivi.
«Cerco sempre di ricordare le cose belle e di rimuovere quelle brutte. Però certo non posso dimenticarmi dello studente che l’anno scorso è caduto dalla finestra, per fortuna c’era un angelo che l’ha salvato. Siamo riusciti a fargli finire in modo positivo l’anno scolastico a domicilio e nei prossimi giorni tornerà a frequentare. Non posso nemmeno rimuovere il ricordo degli insegnanti che non sono più con noi. Ma voglio ricordare tutto l’affetto che ho avuto dal personale e dai ragazzi che mi hanno festeggiato a giugno. Gli studenti mi hanno scritto tanti biglietti con frasi gentili. Gli studenti dei corsi di musica hanno scritto “Le prime note del quaderno di musica le ha scritte la preside con il suo supporto continuo al progetto di educazione musicale».
Come sono cambiati i ragazzi in 17 anni?
«I cambiamenti ci sono stati però sotto l’aspetto umano i ragazzi di tutte le generazioni si assomigliano. I nostri studenti li ho sempre trovati rispettosi con le dovute eccezioni. Sono sempre stati fantastici anche se qualche volta hanno avuto atteggiamenti poco corretti. Ai ragazzi bisogna offrire dei punti di riferimento credibili, con loro si deve avere la porta sempre aperta perché è necessario che ci sia un confronto positivo. I miei alunni li conosco uno per uno perché mi sono sempre occupata di persona della consegna delle pagelle e quando fuori dal liceo c’era qualche studente di un’altra scuola me ne sono sempre accorta. Auguro alla scuola, ai colleghi, agli studenti di mantenere sempre vivo questo clima di dialogo»
Qualche rimpianto?
«Ho fatto parte del gruppo di lavoro che ha seguito la riforma dei licei e ho avuto tempo di seguirne l’andamento solo sino al terzo anno: mi sarebbe piaciuto verificarne l’andamento sino al quinto anno».
Cosa pensa della riforma? «Alcuni aspetti li trovo interessanti, altri meno. Non condivido la scelta di abolire l’insegnamento della seconda lingua straniera. In un contesto di integrazione europea e con molti ragazzi interessati alle opportunità lavorative all’estero, eliminare la seconda lingua straniera è davvero il contrario di ciò che sarebbe stato necessario fare. Per quanto possibile il liceo Bruno ha cercato di sopperire a questa mancanza».
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