Derubano un’anziana poi vanno a brindare al bar con la refurtiva
Prima hanno rubato un televisore e due portafogli dalla casa di un’anziana di 78 anni e poi sono andati a brindare al bar con la refurtiva sottobraccio. Un uomo di 43 anni, Michele Cattai, originario di Oderzo, e Cristina Pinese, 27 anni di San Donà, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Fontanelle per furto aggravato. Processati per direttissima, il giudice Piera De Stefani ha convalidato l’arresto mantenendo la misura del carcere fino almeno alla prossima udienza d’inizio novembre. Decisiva, per la cattura dei ladri, è stata la testimonianza di una barista che ha visto la ragazza uscire dalla casa dell’anziana con un televisore sotto
braccio, appoggiato, poi, su un tavolino esterno al locale dove era andata a bere assieme al complice.
Il fatto è avvenuto venerdì pomeriggio in centro a Fontanelle. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la coppia era entrati agevolmente nell’abitazione dell’anziana dopo aver trovato la chiave inserita nella toppa della porta. Il furto si è svolto in due riprese. Prima Cattai e Pinese avrebbero portato via la televisione e poi due portafogli trovati in una borsa appoggiata sul divano di casa. La coppia si è poi ripresentata nell’abitazione, forse per giustificare la propria presenza, inventando la scusa di aver trovato il cane dell’anziana per strada con il “nobile” scopo di riconsegnarlo alla legittima proprietaria.
Nel frattempo, però, i carabinieri, allertati dalla barista, sono intervenuti in via Marconi, dove abita l’anziana, ed hanno trovato la coppia ancora sul posto. Addosso non avevano soldi ma il televisore è stato trovato in un tavolino del vicino bar, dove erano andati a bere qualcosa assieme.
A quel punto, Cattai e Pinese sono stati arrestati per furto aggravato e portati in carcere. Ieri mattina, nel corso del processo per direttissima, il giudice De Stefani ha convalidato l’arresto dei due indagati ed ha deciso di mantenere la misura cautelare del carcere fino alla prossima udienza di novembre, accogliendo così le richieste del pubblico ministero Barbara Sabattini. Nel corso della discussione, i legali dei due indagati, l’avvocato Roberto Veroi per il 43enne e l’avvocato Salvatore Cioanciafara per la giovane donna, hanno sollevato alcune perplessità sulle prove a carico dei loro assistiti. «Il mio cliente - ha spiegato l’avvocato Veroi - era tranquillo al bar e non ha fatto nulla. La perquisizione è stata negativa. L’unica sua colpa è essere stato trovato assieme a quella donna».
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