Colto da un infarto alla guida Muore professionista di 61 anni

TORRE DI MOSTO.
Malore alla guida, accosta l’auto nella stazione di servizio e muore. La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio di sabato. A perdere la vita Claudio Cadamuro, 61 anni, residente a Torre di Mosto. L’uomo, che era molto conosciuto in paese, lascia la moglie Marina e tre figli: William, Diana e Benedetta. Oltre alle due adorate nipoti.
Il dramma è avvenuto intorno alle 18 di sabato in provincia di Udine, nel territorio comunale di Bertiolo. Secondo una prima ricostruzione, Cadamuro stava percorrendo, al volante della sua Passat, la «Ferrata», l’arteria che collega Udine a Portogruaro. Poco dopo il centro abitato di Bertiolo, nel tratto in cui la strada assume la denominazione di Sp. 95 Ponte di Madrisio, il 61 enne torresano ha accusato un improvviso malore. Cadamuro ha fatto appena in tempo a intuire la gravità della situazione e ha avuto la lucidità di riuscire ad accostare, fermando la sua vettura nel piazzale del distributore di benzina Ip che costeggia la provinciale.
Ma lì purtroppo il malore non gli ha lasciato scampo. Ad assistere alla scena un passante, che ha prontamente allertato i soccorsi. Sul posto si è precipitata un’ambulanza. Ma, nonostante i tentativi di rianimazione, ai sanitari del 118 non è rimasto che constatare il decesso dell’uomo.
I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri della stazione di Mortegliano, che hanno informato dell’accaduto il pubblico ministero di turno. Accertate le cause naturali del decesso, la Procura di Udine ha disposto la rimozione della salma, che è stata ricomposta nel cimitero comunale di Bertiolo. Il magistrato ha anche già concesso il nulla osta per lo svolgimento dei funerali. Le esequie, organizzate dalle onoranze funebri Moras, si svolgeranno domani alle 16 nella chiesa parrocchiale di Torre di Mosto, dove stasera verrà recitato il Rosario.
Claudio Cadamuro era molto conosciuto a Torre di Mosto, viveva con la famiglia in zona Xola – Borgo Santa Chiara, a due passi dal centro del paese. Lavorava come professionista nel settore ecologia, gestione e smaltimento dei rifiuti. «Claudio era una persona solare, allegra, esuberante. Era un uomo buono e generoso, ma anche molto religioso», è il ricordo di chi lo ha conosciuto. In paese lo si vedeva spesso presenziare agli eventi pubblici e non mancava alla messa. In passato, sempre in paese, era stato impegnato anche in politica, vicino al movimento dell’Udc. Claudio Cadamuro apparteneva a una famiglia storica della zona della Livenza. Oltre alla moglie e ai figli, lascia la mamma Elvia e il fratello Gianni, più giovane. — GIOVANNI MONFORTE
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