Farmacisti in sciopero a Venezia: «Contratto fermo, servono salari e tutele»

I lavoratori delle farmacie pubbliche veneziane hanno aderito alla mobilitazione nazionale contro il mancato rinnovo del contratto scaduto nel 2024. Sindacati sul piede di guerra per chiedere aumenti salariali, valorizzazione delle professionalità e migliori condizioni di lavoro. Il Comune si impegna a sollecitare Assofarm e la Regione

Costanza Francesconi
Lo sciopero dei farmacisti veneziani
Lo sciopero dei farmacisti veneziani

I farmacisti veneziani aderiscono allo sciopero nazionale dei seimila addetti del comparto contro lo stallo delle trattative di rinnovo del Contratto nazionale scaduto nel 2024. Il presidio organizzato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs oggi, 17 giugno, davanti a Ca’ Farsetti chiede ad Assofarm - a livello istituzionale e sindacale rappresenta le aziende speciali, i consorzi, e i servizi farmaceutici e le società che gestiscono le farmacie pubbliche - una risposta adeguata su salari, professionalità e condizioni di lavoro.

L’impegno dell’assessore

L’assessore delegato al lavoro, Paolino D’Anna, ha ricevuto i segretari regionali e provinciali delle sigle sindacali: «Massimo impegno da parte dell’amministrazione comunale ad attivarsi per smuovere le acque a Roma - assicura - Scriverò una lettera ad Assofarm, rappresentando l’urgenza di una situazione insostenibile per i lavoratori, e affronterò il tema con l’assessora regionale Valeria Mantovan».

Il perché dello sciopero

Silvia Salvati, della segreteria di Fisascat Cisl Venezia: «Denunciamo l'assenza di risposte adeguate da parte di Assofarm sia sul piano economico sia su quello normativo, a fronte delle richieste avanzate unitariamente nella piattaforma rivendicativa presentata per il rinnovo del contratto».

Al centro il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni, fortemente penalizzate dall'inflazione, insieme al riconoscimento delle professionalità e delle competenze di farmaciste, farmacisti e di tutte le altre figure che lavorano per le aziende che gestiscono le farmacie speciali, chiamati negli ultimi anni a sostenere l'evoluzione della farmacia dei servizi, con attività e responsabilità sempre più ampie nell'ambito dell'assistenza sanitaria di prossimità.

«La trattativa non ha registrato alcun avanzamento significativo, nonostante i numerosi incontri svolti e la disponibilità manifestata da parte nostra di proseguire il confronto», attaccano i lavoratori davanti al Municipio veneziano. Le proposte avanzate dalla parte datoriale sono insufficienti rispetto alle esigenze del settore e non coerenti con l'importante funzione sociale svolta quotidianamente dai farmacisti e dagli addetti delle farmacie comunali.

La mobilitazione si rende necessaria di fronte all'indisponibilità di Assofarm a riconoscere incrementi salariali e soluzioni normative in linea con il costo della vita, con le professionalità presenti nel settore e con il contesto lavorativo in cui operano le farmaciste, i farmacisti e gli addetti delle farmacie speciali.

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