Colpi sul Terraglio, arrestati due sospettati

I ricercati albanesi si nascondevano in un casolare di campagna dove sono stati trovati due Rolex, argenteria e contanti
Marco Filippi

mogliano

Si nascondevano in un casolare in mezzo ai campi di Carbonera, nell’hinterland trevigiano, di proprietà di alcuni loro connazionali, i due ricercati albanesi di 30 e 28 anni, sospettati di aver messo a segno una cinquantina di colpi in casa tra la Marca e il Bellunese. Per gli investigatori della squadra mobile di Treviso, coordinati dal commissario Imma Benvenuto, i due albanesi, catturati al centro commerciale Emisfero di Silea, avrebbero partecipato ai colpi nelle ville del Terraglio, dalla rapina al petroliere Luciano Miotto, del novembre scorso, al furto della cassaforte di villa Napoleon a Preganziol.

la cattura

È stato un errore, commesso dal trentenne albanese, a mettere gli agenti della questura sulle sue tracce. Da un paio di mesi i poliziotti stavano stringendo il cerchio attorno al trentenne E.P., un pericoloso ricercato internazionale, accusato nel suo Paese d’origine del tentato omicidio di un commissario di polizia ma anche di rapina, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di materiale esplosivo. Enel nostro Paese di aver pianificato ed eseguito circa una cinquantina di furti in abitazione nell’area del Trentino, per cui era stato condannato e per cui pendeva a suo carico un ordine di custodia cautelare in carcere. Negli ultimi mesi, le indagini degli agenti trevigiani hanno permesso di stringere il cerchio sul trentenne e sul suo complice I.M., ventottenne albanese, pregiudicato, già espulso dal territorio nazionale come misura alternativa alla detenzione per reati contro il patrimonio e destinatario di un provvedimento di ripristino di carcerazione per un residuo pena di due anni, emesso dall’ufficio di Sorveglianza di Venezia nel 2018. Il 28enne è stato arrestato anche per la violazione della normativa sull’immigrazione, avendo fatto illecitamente reingresso in Italia. Entrambi ora sono rinchiusi nel carcere di Santa Bona.

i rolex nel casolare

La refurtiva trovata, dopo l’arresto dei due albanesi, nel casolare da loro occupato, situato in aperta campagna a Carbonera, consistente in alcuni orologi di valore, tra i quali due Rolex, alcuni pezzi di argenteria e soldi in contanti, ha confermato quelli che sono stati, da un paio di mesi a questa parte, i sospetti dei poliziotti della squadra mobile. I due albanesi farebbero parte della banda che ha imperversato negli ultimi mesi nelle ville del Terraglio tra Preganziol e Mogliano. Nel casolare c’erano anche arnesi da scasso e altri elementi ritenuti utili alle indagini.

la banda del terraglio

Naturalmente ai sospetti vanno associati le prove e gli agenti della questura trevigiana stanno lavorando in questo senso per poter affibbiare ai due albanesi, bloccati lunedì mattina mentre si trovavano all’interno del negozio Unieuro al centro commerciale Emisfero di Silea, anche i furti commessi nei mesi scorsi sul Terraglio e in tutto il Triveneto.—



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