«Colpa dell’ufficiale di guardia il cargo era troppo sotto costa»

G.ca.

JESOLO

«L’errore è stato probabilmente commesso nella rotta da Venezia a Trieste con una deviazione troppo sotto costa». Aleandro Ballarin, originario di Cavallino Treporti e oggi residente a San Donà, è stato studente all’istituto nautico di Veneza, poi nella marina militare come sottonenente di vascello del Genio navale e infine in quella mercantile. E nella marina mercantile è arrivato al grado di “chief engineer” , direttore di macchina, ovvero primo ufficiale.

Sull’episodio di ieri mattina al lido di Jesolo non ha molti dubbi sull’accaduto. «È un bel problema per l’ufficiale di guardia quanto accaduto», commenta, «anche se non ho molti elementi per esprimermi, ma per un direttore di macchina è considerato disonorevole condurre una nave in secca. È accaduto certamente durante la guardia del primo ufficiale di coperta, solitamente dalle 4 alle 8 del mattino».

«Un ufficiale esperto non dovrebbe cadere nell’errore», continua, «quando è uscito dal porto di Venezia quasi sicuramente ha virato troppo a sinistra nella direzione del porto di Trieste che doveva raggiungere. In questi bassi fondali la nave inizia a vibrare molto prima e quindi avrà affrontato circa 20 chilometri in mare sottocosta in un fondale sabbioso, tra Cavallino Treporti e Jesolo. All’uscita del Piave, quindi alla foce, a Cortellazzo, ha trovato la secca più consistente e si è, diciamo così, adagiata»,. «In questi casi», riflette il lupo di mare, «dopo che saranno risolti tutti i problemi, il primo ufficiale potrebbe anche incorrere in provvedimenti drastici, fino al licenziamento. Oggi stiamo parlando di lavori precari, con contratti a viaggio. Non ci sono più contratti di lungo periodo o fissi per il personale della marina mercantile che sta affrontando tanti problemi negli ultimi anni, come in molti altri settori. Sarà una decisione dell’armatore, il padrone o la società che è proprietaria della nave». «L’equipaggio in una nave simile», conclude Balalrin, «è in media di una dozzina abbondante di persone. L’imbarcazione potrebbe anche aver subito dei danni all’apparato, perché in questi casi si intasano le condotte di aspirazione del raffreddamento motori tramite acqua di mare, aspirando sabbia o fanghiglia. La secca si è formata alla foce del Piave con i detriti e la sabbia arrivata dal fiume. E devia le correnti marine verso terra con effetto mulinello che può contribuire all’erosione del mare al lido est di Jesolo, soprattutto nella stagione invernale». —



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