Cantiere sul Vena fermo da due anni esercenti esasperati, via alla petizione

CHIOGGIA
Un cantiere allestito da due anni, ma lavori sui ponti del canal Vena mai partiti, operai mai visti a dispetto di un magazzino, con tanto di bagni chimici, che occupa buona parte di Fondamenta Marangoni. E la pazienza dei commercianti e degli esercenti che hanno la propria attività tra la chiesa di Sant’Andrea e la pescheria ha ormai raggiunto il lavoro.
Probabile una raccolta di firme da protocollare per chiedere all’amministrazione comunale, i cui uffici preposti dei Lavori pubblici da queste parti non si sarebbero mai visti, di smantellare il cantiere oppure di procedere con i lavori da concludere il più velocemente possibile.
«Fondamenta Marangoni», spiega Lucio Carisi, titolare del ristorante La Sgura, «è una delle piazzette più suggestive che si affacciano sul canal Vena, ma non riusciamo a capire perché ogni qualvolta si deve fare un cantiere in centro storico qui si piazzano i depositi per i materiali. È stato così per la sistemazione delle condotte fognarie, è stato così per il cantiere del baby Mose e per la sistemazione della fondamenta. Ci sono sette attività che insistono in fondamenta e che sono davvero stanche di questi cantieri che durano anni, non pochi mesi».
Attività che, quando viene allestito il cantiere, non vengono neppure avvisate, trovandosi a dover convivere con i cantieri. «Ci ritroviamo», dice ancora Carisi, «i cantieri in fondamenta dalla sera alla mattina, senza alcun preavviso. Poi, come in questo caso, i lavori vengono subappaltati e non si fa più vedere nessuno. Abbiamo chiesto almeno la pulizia, che è stata fatta, dell’area cantiere ormai diventato un ricettacolo di sporcizia e di immondizie. Non è più possibile continuare in questo modo. Tra i cantieri e le auto parcheggiate, la piazzetta non è mai libera. Io, per il mio ristorante, sono riuscito a fare il plateatico fino alla riva, ma la pizzeria ed il negozio di frutta sono talmente nascosti dal cantiere che non si vedono nemmeno dall’altra parte del canale. Molti anni fa avevo chiesto all’allora giunta Guarnieri di aver in comodato d’uso un pezzo di fondamenta da abbellire a mie spese al posto delle auto e non ho mai ottenuto risposta. Siamo completamente allo sbando, con una Ztl che è tale solo sulla carta e senza alcun presidio della polizia locale siamo all’anarchia assoluta. Siamo qui per chiedere dignità e rispetto, perché se ad un degrado economico che purtroppo esiste ci si aggiunge anche un degrado programmato con cantieri fermi non andiamo da nessuna parte. Mi auguro che la prossima amministrazione, senza pensare ai grandi sistemi, dica semplicemente di amare questa città. Solo così Chioggia, che vive per la maggior parte di turismo, può rinascere e noi siamo pronti a fare la nostra parte». —
DANIELE ZENNARO
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