Canti, petardi e colori: gli Ortodossi celebrano la Pasqua

Nella cattedrale ortodossa di San Giorgio dei Greci, a Venezia, il Metropolita Gennadios ha celebrato il rito della resurrezione tra fedeli e turisti

VENEZIA. Armoniosi canti in greco, slavo antico e rumeno, fragorosi botti, uova dal guscio dipinto di rosso e benedizione dei cibi nella Cattedrale ortodossa di San Giorgio dei Greci nel sestiere di Castello. Quest’anno “la Resurrezione del Signore” ha spinto in laguna migliaia di fedeli e turisti che hanno assistito i solenni e suggestivi riti liturgici.

E cattolici e ortodossi hanno festeggiato la Pasqua nel medesimo giorno. Il metropolita d’Italia e di Malta e Esarca per l’Europa meridionale Gennadios ha rivolto il tradizionale augurio “Christòs anésti, Cristo è risorto”. I fedeli hanno risposto “Alithòs anèsti, È veramente risorto”.

Allo scoccare della mezzanotte la luce delle candele e la sonorità delle campane – nel sottofondo risuonavano gli inconfondibili rintocchi della Marangona, la campana più grande del campanile di San Marco – hanno annunciato la “Resurrezione”.

Nel messaggio pasquale il Metropolita di Rodi ha ricordato Venezia “città dei sogni e dei Dogi, dei grandi navigatori e conquistatori, dell’arte e della ricerca”: “Preghiamo per gli ammalati, i detenuti, i bisognosi, gli immigrati, ortodossi e non”. La divina liturgia si è prolungata fino all’alba.

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